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Brissago Valtravaglia


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Come raggiungere Brissago Valtravaglia

| mappa satellitare Come raggiungere Brissago Valtravaglia


Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Brissago Valtravglia: Chiesa parrocchiale (1)
Foto 1: didascalia
Brissago Valtravglia: Chiesa parrocchiale

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Brissago Valtravaglia sorge sulla valle della Margorabbia.

Il comune si compone di due abitati: Brissago e Roggiano, a 400 m di altitudine sulla collina che da un versante degrada verso la valle della Margorabbia, dall’altro verso il Lago Maggiore.

Il nome del paese è accompagnato dal termine “Valtravaglia”, perchè storicamente quest’ultima comprendeva non solo la zona situata tra il Lago Maggiore e i monti Pian Nave, San Martino, Colonna e Nudo, ma anche tutta l’ampia vallata attraversata dal corso inferiore della Margorabbia.

Le due zone ebbero le stesse vicende storiche: costituirono fino al XVI secolo un unico feudo posto sotto il controllo della Signoria di Milano; dal 1438 Brissago entrò a far parte del feudo dei Rusca, a cui appartenevano anche Portovaltravaglia, Bedero e Mesenzana; successivamente passò ai Lonati, ai Marliani ed ai Meriggia.

Per quanto riguarda le attività economiche svolte dagli abitanti, è da ricordare che in questa zona erano attive molte carbonaie costruite nei boschi o nelle immediate vicinanze.
In un documento del 1574 vengono ricordati a Brissago sette “carbonari” su venti capifamiglia.

Brissago Valtravglia (2)
Foto 2: didascalia
Brissago Valtravglia

Caratteristico di Brissago e Roggiano è il fitto intreccio di vie strette, di vicoli antichi tra case rustiche, spesso costruite in pietra, con bei portali, ferri battuti e immagini religiose che adornano le facciate.
La chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio sorge in cima all’abitato di Brissago: costruita nel Cinquecento, incorporando i resti di una chiesa romanica. È stata ampiamente rimaneggiata e ora di antico resta solo il campanile.
La chiesa ha inglobato, trasformandola in cappella laterale, un oratorio con coro quadrato e volta a botte, dove restauri dell’inizio del nostro secolo hanno messo in luce degli affreschi del XV secolo raffiguranti i mesi dell’anno.
A Roggiano sorge l’Educandato di Santa Maria Bambina, immerso nel verde su un poggio che domina la vallata. Venne fondato nel 1926 da don Giuseppe Bardella, sacerdote ambrosiano, che realizzò un “educandato agricolo”, con lo scopo di accogliere giovani bisognose per prepararle alla vita di future madri di famiglia e in particolare al loro ruolo di guida delle comunità contadine.

Dopo un primo periodo di buona espansione, grazie anche alle donazioni di molti benefattori, l’educandato conobbe un momento di crisi: i cambiamenti sociali imposero al fondatore di abolire il carattere agricolo dell’istituto.
Alla morte di don Bardella, l’opera fù affidata all’arcivescovo di Milano, cardinale Giovanni Montini, il futuro papa Paolo VI; questi nel 1957 volle che l’educandato fosse affidato alla Congregazione di suore di Santa Marta.
Le suore hanno notevolmente rinnovato ed ampliato gli edifici; oggi l’istituto comprende la scuola materna, elementare, media, magistrale, il liceo psico-pedagogico e il convitto femminile.

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1, 2: Foto Luca Marchioro - Itinerari e Sapori
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