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Lungo la strada statale che porta a Varese, una insegna a meno di dieci
chilometri dal capoluogo indica la deviazione per Castiglione Olona,
con la scritta coniata da Gabriele D’Annunzio “Isola di Toscana
in Lombardia”.
La definizione peraltro, senza nulla togliere alla straordinaria bellezza
artistica dei monumenti toscani, appare punitiva nei confronti di quanto
di artistico è stato espresso in Lombardia e, proprio qui a Castiglione
Olona, non rende giustizia almeno all’edificio più rilevante
del paese, la Collegiata, costruita nel XV secolo in stile gotico–lombardo.
Il comune deve la sua importanza artistica e storica soprattutto al
cardinale Branda Castiglioni, che durante la sua vita profuse energie
e mezzi per abbellire il paese, anche se non si devono dimenticare notevoli
episodi precedenti, come per esempio l’assedio portato dai Milanesi
a Castiglione nel 1061.
La causa dell’assedio si vuole imputare al fatto che l’arcivescovo
ambrosiano Gotifredo, della famiglia Castiglioni ed eletto con il consenso
dell’Imperatore si era appunto rifugiato nel paese, dove resisteva
da mesi all’assedio dei Milanesi.
L’episodio è passato alla storia con il nome di “fuoco
di Castiglione” perchè, al fine di rompere l’assedio,
diventato ormai insopportabile, alcuni Castiglionesi riuscirono a eludere
l’accerchiamento dei nemici e a raggiungere Milano, dove appiccarono
un incendio che, grazie al vento e ai tetti di legno delle costruzioni,
distrusse un terzo del capoluogo.
Accortisi di cosa stava accadendo nella loro città, gli assedianti
vi fecero ritorno immediatamente per salvare il salvabile: Castiglione era
salva.
Di gran lunga la figura chiave della storia locale, il cardinale Branda
nasceva a Milano nel 1350 da Maffiolo Castiglioni e da Lucrezia Porro.
La sua famiglia era dunque nativa di Castiglione, ma il prelato arrivò
a stabilirsi definitivamente in paese solo nel pieno della maturità,
dopo essere stato Legato Pontificio a Veszpréem, in Ungheria, per
condurre la campagna contro gli eretici hussiti.
Profondamente legato alla terra della sua famiglia, al suo ritorno in
Italia ottenne, nel 1423, dal Duca di Milano Filippo Maria Visconti,
il permesso di far ricostruire il castello, all’interno delle cui
mura verrà poi costruita la Collegiata.
Bisogna anche ricordare, fra i monumenti notevoli di Castiglione, la Chiesa di Villa o del Corpo di Cristo, del XV secolo, con monumentali statue raffiguranti San Cristoforo e Sant’Antonio abate, con all’interno i quattro Dottori della Chiesa in terracotta dipinta, sempre del XV secolo e la Casa del Pio Luogo dei Poveri in Cristo, l’ente di assistenza ai poveri del paese, ma anche l’antica Scolastica, oggi Palazzo Comunale, dove il cardinale Branda volle che i giovani venissero istruiti nello studio della grammatica e del canto gregoriano.
Sarebbe tuttavia fuorviante pensare a Castiglione Olona come ad un borgo
imbalsamato nella celebrazione della propria storia, poichè le numerose
attività economiche ne fanno un centro industriale importante, particolarmente
nel campo della produzione di materie plastiche, esportate in diversi paesi
del mondo.
La prosperità del paese poggia inoltre su una base consistente di aziende
specializzate nei settori della meccanica, di imprese edili e di mobilifici.
Castiglione ingloba, dal 1927, anche i paesi di Gornate Superiore, dove è sita la chiesa romanica di San Michele Arcangelo, e il centro agricolo di Caronno Corbellaro
Ogni prima domenica del mese si svolge nel Centro Storico il tradizionale
mercatino dell’artigianato locale e dell’antiquariato, dove
gli espositori propongono articoli manufatturieri, mobili antichi con la
vendita dei prodotti alimentari tipici dell'Associazione
Terra e Mani formata da produttori agricoli della provincia di Varese
La particolarita' del Mercatino e il fascino rappresentato dalla scenografia
del paese attraggono in ogni manifestazione migliaia di visitatori da ogni
parte della Lombardia, Piemonte e Svizzera.
L’amore per le tradizioni locali diviene particolarmente vivo a Castiglione
Olona durante la manifestazione annuale del Palio dei Castelli, all’interno
della quale si svolge la caratteristica contesa storica detta Corsa delle
Botti, tra i diversi rioni della cittadina.
Ogni rione schiera una squadra di cinque “bottari” in costume
d’epoca, che per vincere il Palio, prezioso stendardo dipinto ogni
anno da un celebre pittore, devono raggiungere per primi, facendo rotolare
una botte per il percorso costituito dalle vie del centro storico, il castello
Monteruzzo.
È sorta, allo scopo di preparare i giovani di Castiglione alla
gara, anche una scuola all’interno del Gruppo Bottari del Palio.
È veramente il gioiello del paese.
Vi si arriva percorrendo la via Cardinale Branda e, superando i ruderi
della porta che immetteva nel castello, ci si trova in un ampio sagrato
nel quale si erge la splendida chiesa.
Il protagonista delle decorazioni della chiesa è senz’altro
Masolino da Panicale, l’artista toscano che il cardinale Branda
aveva conosciuto in Ungheria e che poi accetterà di prestare la sua
opera a Castiglione e particolarmente nella Collegiata.
All’interno della chiesa, in fondo alla navata destra, si trova l’altare
con ancona di pietra dipinta rappresentante il Redentore con i dodici apostoli,
un lavoro di bottega veneta del XV secolo, mentre in fondo alla navata sinistra
si può osservare un altare con la Madonna e il Bambino Gesù fra i
santi Stefano e Lorenzo, patroni di Castiglione, attribuito ad Antonino
di Venezia, sempre del XV secolo.
Quindi, accanto ad altri dipinti, si trovano le opere di Masolino da Panicale,
raffiguranti l’Annunciazione, l’Incoronazione, lo Sposalizio
della Vergine con san Giuseppe, l’Adorazione dei Magi e l’Assunta,
tutte opere che risalgono alla prima metà del XV secolo.
Sotto l’arco a sinistra dell’altare si può vedere il
monumentale sarcofago del cardinale, di stile veneto–lombardo, sostenuto
da quattro cariatidi rappresentanti le quattro virtù cardinali.
Uscendo dalla chiesa e passando accanto alla canonica, un edificio su
due piani, molto rovinato all’interno, si arriva di fronte al Battistero,
le cui pareti e le volte sono state completamente affrescate da Masolino
e sono considerate il capolavoro dell’artista.
Merita anche di essere visitato il Museo della Collegiata, dove si
conserva ciò che è sopravvissuto ai furti e agli incendi del
corredo di cui il cardinale dotò la chiesa.
Nei pressi di una piazzetta denominata del Padreeterno, si trova il palazzo
che il cardinale Branda fece costruire per i nipoti, mentre poco lontano
si trova il vero e proprio Palazzo Branda Castiglioni, che il prelato
aveva fatto ampliare ed abbellire.
Anche molti degli affreschi che decorano il Palazzo vengono attribuiti
a Masolino, ma accanto ad essi merita di essere visitata la Camera del
cardinale, con le pareti interamente affrescate nel 1423 e con un letto
a baldacchino del XVI secolo.
Accanto alla camera si trova lo studio del cardinale, che viene considerato
il luogo più prezioso del Palazzo.
Un affresco raffigura il paesaggio ungherese di Veszpréem, importante
anche perchè significa che il paesaggio diventa protagonista nell’arte
pittorica, superando la fase in cui veniva relegato in una posizione subalterna
rispetto ad altri accadimenti.