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Situato nella pianura varesina, nei pressi dell’ansa maggiore
che il fiume Olona forma nella valle, Gorla Maggiore è un centro
la cui storia risale almeno all’epoca romana.
In questo periodo il paese si trovava nei pressi del confine fra Como e
Milano e, dopo l’ingresso dei Longobardi a Milano, avvenuto il 3 settembre
569, diventerà uno dei luoghi dove si stanzierà uno dei gruppi
di questa popolazione.
Uno dei segni più probanti della presenza longobarda a Gorla Maggiore
è fornito da quel quartiere dove si insediarono appunto alcuni gruppi longobardi,
forse a difesa di un passaggio obbligato, e che prese il nome di Canton
Lombardo.
Si trattava di un insediamento difensivo, a forma di quadrilatero, lentamente
trasformatosi in un nucleo abitativo dove i Longobardi si amalgameranno
progressivamente con la popolazione stanziale ormai romanizzata, dando vita
a un sistema sociale caratteristico per la contemporanea presenza di due
gruppi umani che facevano riferimento a due “lex” diverse, quella
longobarda e quella romana.
Le “obbedienzierie” erano dei benefici ecclesiastici curati
dal clero minore della diocesi ambrosiana, chiamato decumano, che aveva
il compito di raccogliere le decime.
Questo clero, senza cura d’anime, si affermò nella diocesi
agli inizi dell’età longobarda, durante l’assenza dell’arcivescovo
da Milano, e le obbedienzierie nacquero proprio in questi tempi per sopperire
alle necessità del clero più povero.
L’obbedienzieria gorlese aveva sede all’interno del quadrilatero
del Canton Lombardo, in un edificio massiccio con un porticato trecentesco,
situato lungo la strada detta “stra marscia”, che conduce al
Castellazzo di Fagnano Olona.
Scarse comunque sono le informazioni relative all’“antica obbedienza”
giunte fino ai nostri tempi, e anche i libri disponibili sulla storia di
Gorla Maggiore, pur dettagliati e ricchi di apparato iconografico, riservano
poche notizie a questo proposito.
Secondo Goffredo da Bussero, nella seconda metà del XII secolo,
esistevano a Gorla Maggiore, che apparteneva alla pieve di Olgiate Olona,
tre chiese, rispettivamente dedicate a Santa Maria Assunta, ai Santi Vitale
e Valeria e a San Vittore.
La chiesa dedicata all’Assunta, oggi parrocchia centrale del paese,
è senz’altro di epoca romana, come dimostrano i resti del
campanile romanico attualmente innestati nell’edificio sacro, ricostruito
nell’’800 su progetto dell’architetto Giacomo Moraglia.
L’antica e semplice chiesa dei Santi Vitale e Valeria ricorda
il martirio di questi due sposi di Milano, genitori dei Santi Gervasio e
Protasio, avvenuto durante l’epoca romana.
Essa risale all’XI secolo e si trovava in posizione solitaria,
al di fuori dell’abitato del Canton Lombardo, in una posizione da
cui dominava un tratto della Valle Olona.
L’altra chiesa ricordata da Goffredo da Bussero e dedicata a San
Vittore, non risulta più citata dopo il 1398.
Altre chiese costruite successivamente sono quella di San Carlo,
iniziata nel 1603 e terminata nel 1627, l’oratorio di San Giuseppe,
del XVIII secolo, costruito su un terreno donato dal marchese di Gorla Maggiore
Carlo Terzaghi, distrutto in seguito alle riforme di Giuseppe II nel 1787.
Si possono ancora ricordare la chiesa della Baraggiola, da tutti creduta
nell’area di Gorla Minore, e la cappella dedicata a San Rocco, situata
nei pressi del cimitero e fatta demolire per le sue cattive condizioni al
tempo di San Carlo Borromeo.