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La cittadina è situata tra i comuni di Malnate e Castiglione Olona.
Il più antico reperto archeologico rinvenuto a Vedano consiste in
una serie di cocci di ceramica rudemente decorati e risalenti all’età
del ferro.
Gli studi compiuti sul materiale e la varietà dei frammenti ritrovati
hanno portato alla conclusione che in quel luogo dovesse essere insediata
nell’antichità una fornace, e che i reperti costituissero parte
della fossa di discarica del materiale inservibile.
I resoconti storici di cui si è a conoscenza risalgono tuttavia soltanto
al Medioevo, e precisamente al 1121, quando era in corso l’annosa
guerra tra Milano e Como.
I Vedanesi, alleati del Seprio e di Milano, parteciparono, come ricorda
il Giulini, ad una battaglia, peraltro sfortunata, nei pressi del castello
di Binago, nel feudo di Appiano, ma si trovarono costretti alla fuga.
Altri ragguagli storici si hanno da un elenco di beni della chiesa di Santa
Maria del Monte, la quale, nel 1140, possedeva terreni a Vedano.
Nel 1217 inoltre, un atto notarile registrato a Varese, in cui una delle
due parti è l’arciprete di Santa Maria del Monte, riporta la
presenza come testimone di un abitante di Vedano, certo Giovanni, originario
di Viggiù.
Anche nei secoli immediatamente seguenti, le fonti storiche sono principalmente
quelle ecclesiastiche e la maggiore di queste è costituita dal Liber
Notitiae Sanctorum Mediolani, che riporta l’esistenza della chiesetta
di San Pancrazio.
Nel paese risultano anche, grazie ad un elenco del 1298, due case dell’Ordine
degli Umiliati, ma di esse non si ha più notizia in un elenco successivo
redatto nel 1344.
L’unica parrocchia fu la chiesa di San Pancrazio fino al 1618,
data nella quale venne costruito l’attuale edificio di culto dedicato
a San Maurizio, che divenne parrocchiale nel 1647.
Nelle due parrocchie avevano sede la Confraternita del SS. Sacramento, fondata
nel 1570 per volontà di San Carlo Borromeo, la Confraternita del Santo Rosario
e la Compagnia della Beata Vergine della Cintura.
La parrocchia di San Pancrazio verrà soppressa nel 1787 con decreto
di Giuseppe II d’Austria, che promulgherà poi altri provvedimenti
volti a limitare i diritti e a confiscare terreni e proprietà della
Chiesa.
I primi stabilimenti tessili, che costituirono una importante risorsa
economica che si affiancò all’allevamento dei bachi da seta,
sorsero intorno al 1870, ma tra gli abitanti di Vedano era già
iniziato il graduale passaggio dalle attività agricole al lavoro in
fabbriche poste anche nei paesi limitrofi.
L’economia del paese trasse giovamento anche dalla costruzione della
ferrovia Saronno–Vedano e Vedano–Malnate, cosa che favorì
anche una vocazione del territorio come luogo di villeggiatura.
Tutto questo non bastò comunque a frenare il fenomeno dell’emigrazione
che portò molti Vedanesi in Svizzera, Francia, ma anche in Argentina
e in Africa.
Con il dopoguerra l’attività economica, dopo un arresto forzato, riprese con la costruzione di un calzificio, a cui si sono affiancate nel corso dei decenni numerose attività artigianali e industriali, nei settori della lavorazione delle materie plastiche e dolciario, mentre ricoprono un ruolo importante anche le attività dell’industria estrattiva.