
Fonte: I testi sono tratti da:
I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Laveno Mombello è una graziosa cittadina, ricchissima di scorci suggestivi, composta dai tre centri abitati di Laveno, Mombello e Cerro (unificati nel 1927), che vanno a formare un lungo litorale sul Lago Maggiore posto proprio alle pendici del Monte Sasso del Ferro, torreggiante coi suoi 1.063 metri.
Le origini del nome Laveno si rintracciano nel nome del generale romano
Tito Labieno, che partì da questi luoghi con una spedizione militare
contro i Galli. Questa ipotesi sembra confermata dai risultati di scavi
archeologici, tra i quali è emerso un busto di marmo, con soggetto
proprio Labieno, a testimonianza di un alloggiamento delle truppe romane
nella frazione di Cerro. Altra proposta di interpretazione del toponimo
risale al latino labes, che indica frana, mentre come già altri hanno
ipotizzato per Lavena, si può parlare di una derivazione dal celtico
la e ven, ovvero acqua e palude.
Proprio a questi due elementi si collegano i resti di palafitte lacustri
databili al Neolitico Inferiore o all’Eneolitico, rinvenuti nei
pressi di una torbiera nella frazione di Mombello. Ma quella che un tempo
era palude oggi è considerata oasi naturale, grazie alle bellezze
paesaggistiche offerte dal Monte Sasso del Ferro e dal lago, che consentono
lunghe passeggiate ed escursioni, agevolate anche dal servizio di traghetto
verso le Isole Borromee e la sponda piemontese del Verbano e dalla cabinovia,
che facilita la risalita del monte.

Il visitatore non può perdersi però neanche le splendide
ville presenti nel comune di Laveno, come la settecentesca Villa De Angeli
Frua, sita nel centro del paese, la Villa Tinelli (XVII secolo), la Casa
Milanesi (XVIII secolo) e la Casa Terruggia (XVIII secolo); è di
notevole interesse anche il Forte
Castello, allora postazione militare austriaca.
Riguardo agli edifici religiosi di Laveno, il più antico è
la chiesa dei Santi Martiri Nazario, Gelso e Defendente sita a Ceresolo
di Laveno, costruita verso l’VIII secolo, con campanile dell’XI
secolo. Posteriore di due secoli è invece la chiesa di Santa Maria
di Corte a Mombello, ove sono ubicati anche un convento del XV secolo ora
Palazzo del Bostano, la chiesa di San Michele e la chiesa parrocchiale di
Laveno.
La chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Filippo e Giacomo e
conserva un pregevole organo Biroldi del 1825, restaurato in seguito
dalla famiglia Mascioni.
Pregevolmente conservato il Forte Castello, era un tempo una postazione
militare costruita durante l’Impero Austro-Ungarico.
La fondazione delle industrie ceramiche del 1865 favorì lo sviluppo economico locale, un tempo basato prevalentemente sull’agricoltura, l’allevamento dei bachi da seta e la pesca. Si sono consolidati poi i settori artigianale, nella produzione del miele e nel settore turistico, grazie alle bellezze naturalistiche di Laveno e ai frequenti collegamenti ferroviari e lacustri.
Meravigliosa località turistica a 974 m s.l.m., da cui si
godono splendidi panorami sul sottostante golfo di Laveno, il Lago Maggiore
e parte della Valcuvia.
La si può raggiungere attraverso una comoda e panoramicissima
funivia in 20 minuti circa, oppure, per gli amanti del trekking,
percorrendo un sentiero, che dai 400 m s.l.m. di Brenna di Laveno
raggiunge i 974 m s.l.m. del Poggio Sant’ELsa.
Dalla sommità del Poggio Sant’Elsa gli amanti del parapendio spiccano il volo atterrando poi sull’attezzato prato sottostante.
Il centro è formato da caratteristici vicoli stretti con la presenza di botteghe artigiane e commercianti per lo shopping. Nella frazione di Cerro ha sede la Civica Raccolta di Terraglia, collocata nel Palazzo Perabò e ospitante le produzioni di ceramica locale dei più abili ceramisti. Località frequentatissima nel periodo estivo, non solo dagli abitanti della zona, grazie alla presenza di una ampia spiaggia in sabbia che permette ai più piccoli di divertisi. Ampi parcheggi e posti auto sono dislocati nei pressi della spiaggia.
Meravigliosa località turistica a 974 m s.l.m., da cui si
godono splendidi panorami sul sottostante golfo di Laveno, il Lago Maggiore
e parte della Valcuvia.
La si può raggiungere attraverso una comoda e panoramicissima
funivia in 20 minuti circa, oppure, per gli amanti del trekking,
percorrendo un sentiero, che dai 400 m s.l.m. di Brenna di Laveno
raggiunge i 974 m s.l.m. del Poggio Sant’ELsa.
Dalla sommità del Poggio Sant’Elsa gli amanti del parapendio spiccano il volo atterrando poi sull’attezzato prato sottostante.
>> Galleria di immagini