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Besozzo è un importante comune della provincia con una storia che risale al tempo dei primi insediamenti delle zone palafitticole attorno al Lago di Varese.
È formato da due zone storicamente diverse tra loro: Besozzo Superiore da Besozzo Inferiore: la prima conserva la strutture più antiche; la seconda comprende la parte moderna di Besozzo.
Indubbia la presenza romana, testimoniata dal ritrovamento di alcune
are con scritte in latino, fra cui quella delle cosiddette Matrone, di un
certo numero di sepolcreti, di monete antiche e di una statua di Ercole,
per molto tempo ritenuta un simulacro di Sansone.
La maggioranza di questi ritrovamenti sono andati perduti oppure dispersi
in musei di altre città, impedendo di ricostruire in modo più preciso le
caratteristiche della presenza romana.
Anche per la successiva epoca, quella caratterizzata dalle invasioni barbariche,
abbastanza scarne sono le informazioni pervenute ai giorni nostri, con l’eccezione
di una testimonianza fornita da Bonaventura Castiglioni e confermata dallo
storico Paolo Meriggia, secondo cui i Goti, dopo aver saccheggiato Milano,
nel 538, donarono ai Borgognoni parte del bottino ottenuto, e in particolare
ottomila donne milanesi.
Le suppliche di queste ultime convinsero i Borgognoni, che stavano tornando
nella loro terra, a lasciarle libere nei pressi di un piccolo colle, che
chiamarono Besuntium in ricordo della loro città d’origine,
Besançon: è questa una delle più accreditate ipotesi
sull’origine del nome del paese.

Nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” di Goffredo da Busserò, scritto nel XIII secolo, si legge della presenza di sette chiese che però sarebbero state demolite prima della stesura del testo; è soltanto con l’avvento di san Carlo Borromeo sulla cattedra di sant’Ambrogio che Besozzo esce alla luce, anzitutto in seguito alla decisione dell’arcivescovo di trasferire la sede della pieve da Brebbia a questo paese.
Accanto alla parrocchia si trovano due importanti monumenti, entrambi risalenti
alla famiglia Besozzi o da Besozzo, che ha strettamente legato la propria
storia a quella del paese.
Si tratta del Castello Besozzi - Cadario e del Palazzo Besozzo - Adamoli.
Il Castello, ha avuto più le caratteristiche della casa signorile
che del castello a scopo difensivo, anche se ancora oggi sono riconoscibili
alcuni aspetti del fortilizio.
Nel paese si trova anche il santuario di San Nicone, con le spoglie del venerato eremita, oggetto di una lunga diatriba tra i comuni di Besozzo, Barasso e Comerio, a proposito del luogo di nascita del Santo.
Oggi Besozzo è un grosso paese sviluppato dal punto di vista economico, con la presenza di un settore industriale importante per tutta la provincia e in particolare per l’alto Varesotto.