AngeraComunicato stampa a cura di Marta Daffara
Due luoghi, due serate, 5 spiriti: a Roma all’Hilton e a Milano al Four Seasons, si è svolta la sfida tra 5 distillati accompagnati dalle splendide cialde al cioccolato del maitre chocolatier Guido Gobino in Torino e dai meravigliosi amuse-bouche di Sergio Mei, chef d’autore della cucina di Via Gesù, a Milano.
Un whisky firmato Duncan Taylor, un Calvados della Maison Le Père Jules, un Armagnac Chateau Laubade, un Brandy del famoso gruppo Gonzalez Byass e la Grappa Altana del Borgo 1991 Rossi d’Angera sono stati protagonisti di due indimenticabili viaggi intorno ai profumi e ai sapori di questi distillati celebrati nel mondo come simboli di eccellenza, in un matrimonio d’amore che ha mandato in estasi i partecipanti accorsi in entrambe le occasioni per scoprire quanti e quali alchimie di gusti e profumi si possano dispiegare in un bicchiere di grandi eaux-de-vie da meditazione.
Complice di questo viaggio nel tempo Antonella Bocchino che, nell’immaginare non una gara ma un confronto, ha voluto dimostrare come una grappa come l’Altana del Borgo, distillata da Arturo Rossi e che ha dialogato per 20 anni con i più pregiati legni delle barriques di rovere di Allier e Limousin debba trovare il suo spazio nelle migliori vetrine nazionali ed internazionali a fianco dei grandi e blasonati “spiriti” d’Oltralpe.
A condurre la serata nella cornice prestigiosa dell’Hilton di Roma, Paolo Lauciani, esperto di distillati per l’AIS; a Milano, invece ha tessuto le lodi metafisiche dell’acquavite Carlo Cambi, giornalista gran conoscitore e appassionato ricercatore della quintessenza.
Fondata nel 1847, ad Angera, la tradizione di produrre grappa e liquori viene tramandata di generazione in generazione dalla nostra famiglia. L’esperienza maturata, le antiche ricette provate e riprovate, la naturalezza delle materie prime, le confezioni, le etichette e la semplicità hanno fatto sì che ogni nostra bottiglia racchiuda in se stessa, oltre alla qualità, anche una lunga storia.
Grappe fini, distillati, delicati liquori dalla armoniosità di sapori che solo l’esperienza può offrire. L’azienda Rossi d’Angera produce grappa sul Lago Maggiore, sin dal lontano 1847 diretta ininterrottamente da ben cinque generazioni della famiglia, che si può ben definire una autentica dinastia di distillatori.
La piccola distilleria - già ubicata nel centro storico del paese, a ridosso della piazza lungo il Lago Maggiore - viene trasferita nella nuova sede, all’ora edificata alla periferia del paese. L’alambicco di distillazione viene notevolmente potenziato ed ottimizzato, avviata la produzione anche di liquori. La produzione, sia di grappa sia dei nuovi liquori, si espande ben presto e trova favorevoli sbocchi commerciali anche nelle zone limitrofe di tutto il Lago Maggiore.
Ancora oggi è conservata una ingiallita ed affettuosa lettera - datata 17 settembre 1918 - che Arturo scrisse dal fronte alla moglie "adorata Annuccia" con la quale la incitava caldamente a non abbandonare la distillazione della grappa per la più semplice e facile, ma meno remunerativa, raccolta del soli "vinaccioli". Viene impiantato un nuovo alambicco del tipo "Egrot Francese", avviata una piccola ma importante cantina di invecchiamento, creata una nuova linea dl liquori originali alcuni dei quali ancora oggi riproposti ed in produzione. I prodotti della Distilleria Rossi sono sempre apprezzati per la loro alta qualità un pó ovunque.
A metà degli anni ’70, oltre alla moglie Adele che già da qualche tempo collabora attivamente nella conduzione dell’azienda, Bernardo viene affiancato anche dal figlio Arturo attuale titolare della Distilleria.
Le ricette, ancora oggi, rimangono fermamente fedeli a quelle tradizionali ancorché le vinacce - purtroppo reperibili in zona in quantità molto limitata - provengono dal Piemonte (zona delle Langhe) ed in parte dalla Toscana. L’arte di invecchiare il prodotto è e rimane sempre quella tramandata ed affinata nelle generazioni e nonostante l’avvento del 3° millennio si può affermare che i prodotti della Distilleria sembrano mantenere un filo conduttore con tutta la loro storia, anche se riveduti e corretti più volte sia nell’immagine sia nelle composizioni.
Durante la visita Pastorale sul Verbano del novembre 1984, di S. S. Karol Wojtyla Papa Giovanni Paolo II, la Rossi d’Angera ha avuto l’onore ed il privilegio di vedere una propria bottiglia di "Grappa Riserva Personale" rientrare nei menù del pranzo offerto al Pontefice.
La Grappa della Distilleria Rossi d’Angera è stata usata nel 1965 in occasione dell’abbattimento dell’ultimo diaframma del Traforo del Monte Bianco come simbolo di scambio e di amicizia, fra le maestranze italo-francesi.