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RISTORANTI TIPICI A LEGGIUNO


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Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Leggiuno (Lago Maggiore): Chiesa parrocchiale (1)
Foto 1: didascalia
Leggiuno (Lago Maggiore): Chiesa parrocchiale

Caratteristiche del territorio

  • Superfìcie del territorio: 13,18 kmq
  • Altitudine: 240 m s.l.m.
  • Distanza da Varese: 20 km
  • Patrono: Santo Stefano (26 gennaio)

Cenni storici (Testi gentilmente forniti dal Comune di Leggiuno)

Il centro di Leggiuno si trovaa poca distanza dalle sponde del Lago Maggiore, sul quale si erge lo stupendo Eremo di Santa Caterina del Sasso e la stupenda chiesa di San Primo.
Il territorio comunale è composto da numerose frazioni, alcune un tempo comuni autonomi, come Arolo, Ballarate e Cellina, poi annesse a Leggiuno e Sangiano nel 1927.

Le origini del paese sono databili al periodo romano, come testimoniato con sicurezza dai ritrovamenti archeologici sul territorio. Gli scavi hanno mostrato la presenza di luoghi di culto pagano, sui quali venne poi edificata nel VII secolo la chiesa di San Siro, nella quale vennero traslate le spoglia dei Santi Primo e Feliciano, date in dono da papa Sergio II ad Eremberto, vassallo dell’Imperatore Lotario. Da allora la chiesa prese il nome dei due santi. Antica è la chiesa parrocchiale di Santo Stefano, che ha conosciuto un ampliamento e una ristrutturazione nel XIX secolo, campanile compreso, precedentemente eretto su quello romanico, e la chiesa dei S.S. Pietro e Paolo ad Arolo.

Sul territorio del comune sono presenti attività economiche industriali, tessili e metalmeccaniche. Non manca l’artigianato locale e ristorazione presso la frazioni di Arolo e Reno con le loro spiaggie sono importanti attrattive turistiche.
Il comune di Leggiuno è ricco di sentieri boschivi, pedalabili per circa 80‰. Infatti da qualche anno si svolgono, organizzati dalla Pro Loco, diverse gare di mountain bike di interesse regionale. Rimanendo nell’ ambito sportivo da segnalare la presenza di 2 canottieri, che si sono distinti vincendo diversi titoli nazionali, delle Canottieri Arolo e Canottieri Reno. Altre località di Leggiuno sono Cobione, Mirasole e l’abitato di Reno, a poca distanza da Laveno e sito un bel golfo che unisce il promontorio di Cerro e il monastero di Santa Caterina del Sasso.

Principali attrattive

Santa Caterina del Sasso Ballaro | FOTO
Leggiuno (Lago Maggiore): Eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro (2)
Foto 2: didascalia
Leggiuno (Lago Maggiore): Eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro

È un monastero posto a strapiombo sul Lago Maggiore, le cui acque in questo punto si spingono fino a una profondità di 313 metri. Venne eretto nel corso del Medioevo con la funzione di eremo, in cui si rifugiò il beato Alberto dei Besozzi di Arolo, per via di un voto espresso durante un naufragio in cui incorse proprio di fronte alla grotta che poi costituirà, nel 1170, la sede della sua esistenza ascetica. Alberto ebbe anche il merito di aver salvato dalla peste gli abitanti di Arolo e di aver fatto edificare un reliquiario simile a quello che sul Monte Sinai serbava le spoglie di Santa Caterina d’Alessandria. Nel 1205 Alberto decedette e venne tumulato nella roccia, di fianco alla cappella di Santa Caterina. L’eremo diventò meta di molteplici pellegrinaggi e tra il 1230 e il 1250 fu riattato in monastero da parte di alcuni frati Domenicani. Attorno al 1270 venne poi eretta la cappella di Santa Maria Nova, seguita dalla chiesetta di San Nicola, e nel 1310 i Domenicani affidarono il cenobio agli Eremiti Ambrosiani. Attorno alla metà del Quattrocento il monastero acquistò un aspetto più d’insieme grazie all’aggregamento di alcuni edifici. Nel 1770 il monastero venne chiuso, così come molti altri conventi e l’eremo conobbe un graduale decadimento. Solo attorno alla fine del 1970 si attuarono dei lavori di restauro, a cominciare dal rafforzamento geologico del promontorio fino alla salvaguardia e recupero delle opere artistiche e architettonico. Questi lavori portarono alla luce, nel marzo del 1992, affreschi trecenteschi di cui non si conosceva l’esistenza. Con il 1986 l’eremo conobbe il ritorno dei Domenicani e da allora Santa Caterina è luogo di spiritualità.

Altre attrattrive

Sono da vedere di San Primo e Feliciano, la chiesa di Santo Stefano e la bellissima chiesetta di Arolo con il suo antico organo;
quì ogni anno realizzato un suggestivo e particlare presepe realizzato da un noto artista locale con materiale riciclato.


>> Galleria di immagini

COMMENTI
  • 16 febbraio 2014
    Ciao a tutti!
    Luca
    Castiglione Olona



Commenti

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