RISTORANTE PIZZERIA BISTROT LAGUNA BLU:
Il Ristorante Bistrot Laguna Blu si trova a Reno di Leggiuno in
riva al lago Maggiore in un ambiente suggestivo, rappresentato
dal suo golfo che ospita una splendida spiaggia pubblica, il porto
ed il cantiere nautico, abbracciati dalle acque del lago Maggiore
e dalla catena del Monte Rosa, poco distante il meraviglioso santuario di
Santa Caterina.
A 2 kilometri in linea d'area sulla sponda piemontese
si possono ammirare le magnifiche isole Madre, Bella e Pescatori
e la rinomata cittadina di Stresa.
Il vostro convivio è reso semplice dalla nostra accoglienza e cordialità.
Per i clienti:
Spiaggia balneabile a pochi metri
Ampio posteggio
Lungolago
Inoltre, mentre i grandi possono gustare piatti tipici lacustri presso il nostro ristorante ( guarda le foto della sala ), i
bimbi possono giocare nella vicina spiaggia e giardini comunali
senza pericolo di macchine.
È un monastero posto a strapiombo sul Lago Maggiore, le cui acque in questo punto si spingono fino a una profondità di 313 metri. Venne eretto nel corso del Medioevo con la funzione di eremo, in cui si rifugiò il beato Alberto dei Besozzi di Arolo, per via di un voto espresso durante un naufragio in cui incorse proprio di fronte alla grotta che poi costituirà, nel 1170, la sede della sua esistenza ascetica. Alberto ebbe anche il merito di aver salvato dalla peste gli abitanti di Arolo e di aver fatto edificare un reliquiario simile a quello che sul Monte Sinai serbava le spoglie di Santa Caterina d’Alessandria. Nel 1205 Alberto decedette e venne tumulato nella roccia, di fianco alla cappella di Santa Caterina. L’eremo diventò meta di molteplici pellegrinaggi e tra il 1230 e il 1250 fu riattato in monastero da parte di alcuni frati Domenicani. Attorno al 1270 venne poi eretta la cappella di Santa Maria Nova, seguita dalla chiesetta di San Nicola, e nel 1310 i Domenicani affidarono il cenobio agli Eremiti Ambrosiani. Attorno alla metà del Quattrocento il monastero acquistò un aspetto più d’insieme grazie all’aggregamento di alcuni edifici. Nel 1770 il monastero venne chiuso, così come molti altri conventi e l’eremo conobbe un graduale decadimento. Solo attorno alla fine del 1970 si attuarono dei lavori di restauro, a cominciare dal rafforzamento geologico del promontorio fino alla salvaguardia e recupero delle opere artistiche e architettonico. Questi lavori portarono alla luce, nel marzo del 1992, affreschi trecenteschi di cui non si conosceva l’esistenza. Con il 1986 l’eremo conobbe il ritorno dei Domenicani e da allora Santa Caterina è luogo di spiritualità.