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Biandronno è un ameno lembo di terra che separa il laghetto omonimo
dal Lago di Varese.
Vanta origini antichissime, che si ritrovano anche nel toponimo e
che sono legate all’ambiente acquoreo nel quale il borgo si è
sviluppato.
Il nome del paese deriverebbe da bios, ovvero ”ambiente”, e
andros, ”uomo”, rimandando così ad un luogo particolarmente
felice per lo sviluppo umano.
Vi è però un’altra ipotesi sull’origine (celtica)
della denominazione di questo borgo, e fa riferimento proprio alla ricchezza
di acque, caratteristica di questa zona: Biandronno vorrebbe significare
allora ”recinto di baite su pali”.
Col passare del tempo però le popolazioni palafitticole si trasferirono
sulla terraferma, come testimoniato dai reperti emersi dagli scavi archeologici
effettuati.
Centinaia furono le tombe romane scoperte in località Chiese pagane,
oltre a una torre di avvistamento sita in località Castelvetro. Si
può evincere quindi che Biandronno fosse un luogo piuttosto importante
durante l’Impero romano, tantoché qui, a Blandenonne, sarebbe
avvenuto nel 54 a.C. un incontro tra Giulio Cesare e Quinto Tullio Cicerone,
fratello del più celebre Marco Tullio.
Altrettanto importanti e ricche di avvenimenti furono le pagine di storia
successive, e una in particolare riguardò la vita religiosa degli
abitanti di Biandronno.
Avvenne infatti che si era insediata, attorno al 300-350 d.C, una comunità
ariana, di stampo eretico, che venne spazzata via dietro ordine di Sant’Ambrogio,
nel 386.
La vicenda colpì molto gli abitanti e incise non poco sul patrimonio culturale, in particolare dialettale, delle popolazioni locali, tantoché ancora oggi è conosciuta l’espressione idiomatica “Chi de Biandronn ìnn arìan”.

Passarono i secoli e, durante il Medioevo, Biandronno si schierò con Federico Barbarossa nella lotta di questi contro Oberto da Pirovano, arcivescovo di Milano, che nel 1160 ordinò l’occupazione di Varese, Arcisate, Induno Olona e il colle di Castelvetro al disopra di Biandronno. Su questa altura si ergeva un castello, che venne poi raso al suolo nel 1161, dietro comando di Barbarossa, da Godwin von Heinsberg, governatore del Castello di Belforte in Varese.
Biandronno fu teatro di altre vicende, come le visite di San Carlo Borromeo, nel 1574 e nel 1579, ma anche la perniciosa discesa dei Francesi nel 1636, che depredarono la chiesa degli arredi sacri e profanarono l’immagine della Vergine.
Giunta che fu la rivoluzione industriale, la popolazione locale, perlopiù donne, trovò occupazione presso la fabbrica tessile di Varano Borghi, ma anche Biandronno progredì economicamente, grazie alla costruzione della ferrovia e della stazione.
Più recentemente invece, l’impianto industriale di una nota
e importante azienda nazionale che opera nel campo degli elettrodomestici,
unita a una serie di attività collaterali, ha creato una più
diffusa sicurezza economica nella comunità locale.
Altra risorsa economica per il paese è il turismo, favorito
dalle qualità naturalistiche della zona.
Le risorse idriche di Biandronno furono luogo dei primi insediamenti umani,
avvenuti intorno al 4500 a.C.
Sulla sponda occidentale del Lago di Varese sorse un abitato palafitticolo,
testimoniato dai basamenti di legno ritrovati durante gli scavi compiuti
dall’abate Stoppani e dagli archeologi svizzeri Désor e Mortillet.
Nel Lago di Varese si trova anche una piccola isola, chiamata Isolino
Virginia, di forma triangolare e di piccole dimensioni, circa 9.200
mq.
Su questa isoletta i primi residenti umani costruirono due differenti
complessi abitativi, nel periodo compreso tra il Neolitico Inferiore e l’Età
del Ferro.
Tra i numerosi reperti emersi ve ne sono alcuni che forniscono molte informazioni
utili sulle attività che si svolgevano in quel tempo, come dei remi–timone,
impiegati per la pesca, ma anche degli speroni, che rimandano all’utilizzo
di equini.