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Il piccolo comune di Comabbio si affaccia sul Lago di Comabbio, nella ridente area collinare della zona occidentale della provincia, compresa fra i laghi Maggiore, di Varese, di Monate e appunto di Comabbio. Situato in riva a un lago un tempo molto pescoso, Comabbio ha avuto, soprattutto nel secolo scorso, nella pesca e nella lavorazione del pesce la principale fonte di sostentamento per i suoi abitanti.
Ancora oggi, ma soltanto presso la vecchia generazione, rimane il ricordo
della “giazera”, cioè la ghiacciaia nella quale
veniva conservato il pesce.
La ghiacciaia permetteva la conservazione non soltanto del pesce locale,
ma anche di quello proveniente dai paesi dell’Europa del Nord,
almeno fino al 1936 quando, dopo le sanzioni decretate contro l’Italia
in seguito alla guerra d’Abissinia, vennero a mancare i fondi per
l’importazione.
Siccome il pesce locale cominciava proprio in quegli anni a diminuire sia
in quantità che in qualità, i pescatori dovettero progressivamente
ma inesorabilmente abbandonare il loro faticoso lavoro.
Una singolare espressione dell’architettura religiosa comabbiese
è rappresentata dai “paliotti in scagliola”, cioè da
quei paramenti in finto marmo che hanno avuto una larga diffusione nel Settecento,
come rivestimento degli altari dei piccoli paesi che non si potevano permettere
ricche decorazioni ad intarsi marmorei colorati, secondo lo stile dell’epoca.
A Comabbio ne esistono tré, due nella chiesa parrocchiale dedicata
a San Giacomo apostolo e l’altro nel Santuario della Beata Vergine
del Rosario.
Piccolo paese con modeste risorse produttive, Comabbio è tuttavia
un comune ricco di iniziative culturali promosse dall’amministrazione
comunale e volte a conservare o a restaurare la memoria storica nella popolazione
locale.
Fra le diverse iniziative orientale a questo fine, bisogna ricordare quella
rivolta a non far dimenticare le persone più significative della
storia comunale, che sono state ricordate in diversi modi, fra cui quello
di intitolare loro alcune strade del paese per periodi più o meno
lunghi del nostro secolo.
Una figura comunque da ricordare è quella di don Felice Sigurtà,
parroco di Comabbio dal 1907 fino alla sua morte, avvenuta a Milano il 9
maggio 1938.
Definito “il prete della carità” per l’amore con
cui interpretò e visse la sua vocazione sacerdotale al servizio dei
parrocchiani di Comabbio, fra i tanti ricordi che ancora oggi attestano
la sua esemplarità ha lasciato anche la scalinata, da lui voluta
e ultimata nel 1934, che porta al Santuario di Comabbio, composta da quindici
gradini che ricordano i quindici Misteri del Rosario.
Unico tra i laghi della provincia di Varese, quello di Comabbio è
interdetto alla navigazione dei natanti a motore per la decisione del consorzio
del Lago di Comabbio di salvaguardare questa importante risorsa ambientale,
che riflette i suoi benefici effetti anche sull’economia della zona.
Sono molte infatti le strutture e le infrastrutture turistiche utilizzate
soprattutto da chi ama trascorrere vacanze all’aria aperta e dagli
appassionati di naturalismo, che possono godere della presenza di numerose
specie acquatiche che nidificano nel lago.