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Mercallo si trova sulla sponda occidentale del Lago di Comabbio, a metà strada tra Vergiate e Comabbio.
Il nome del comune sembra derivare dalle voci germaniche “Markt”
e “halle”, ad indicare un luogo dove si teneva un mercato, probabilmente
in epoca longobarda.
In posizione elevata, posto all’estremità meridionale del
Lago di Comabbio e alle spalle del Monte Croce (449 m.), limitato dalle
colline che gli fanno corona, il comune si è arricchito dell’apposizione
“dei Sassi” al toponimo.
Il territorio di Mercallo è infatti ricco di massi erratici, detti
anche “trovanti”, e di terreni rocciosi.
La vicinanza a Sesto Calende e a Vergiate, centri di notevole importanza
storica ed economica, oltre che la dipendenza dal feudo di Angera fino al
1756, hanno forse lasciato permanentemente in secondo piano Mercallo, anche
se rimangono testimonianze dell’antichità nelle vicinanze,
in località Vignaccia, dove vi è una necropoli risalente al
I secolo d.C.
L’unico monumento antico presente in paese è la chiesa,
di origine medioevale, dedicata a San Giovanni Evangelista.
L’edifìcio, citato già dal Liber Notitiae Sanctorum Mediolani
nel XIII secolo, è oggi notevolmente modificato rispetto a quel
periodo.
Rimangono alcune caratteristiche tipiche dell’arte romanica, come
il campanile che, seppur intonacato, presenta tuttora specchiature ad archetti
ciechi.
È del 1891 invece la realizzazione dell’attuale edificio, cui
viene modificato anche l’orientamento.
La facciata precedente, decorata da due statue che rappresentano San Carlo
Borromeo e San Giovanni è sormontata da una scultura raffigurante
l’aquila di San Giovanni Evangelista, rimane così sul lato sinistro
della nuova chiesa, mentre l’attuale transetto ingloba il vecchio
presbiterio.
Il nuovo tempio, consacrato nel 1901 dall’arcivescovo di Milano
cardinale Ferrari, è in stile neogotico con decorazioni in cotto e conserva
al suo interno un dipinto del XVII secolo che rappresenta il Battesimo di
Cristo.
Legato tradizionalmente all’agricoltura, il comune si è notevolmente avvantaggiato della costruzione della superstrada Vergiate–Besozzo, grazie alla quale negli ultimi vent’anni è stato possibile l’insediamento di numerose aziende tessili e meccaniche, oltre a diverse attività artigianali, come falegnamerie e carpenterie metalliche, permettendo così, pur rimanendo alto il numero di lavoratori pendolari, un miglioramento delle condizioni di vita nel paese.