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Il comune sorge su un’altura di 334 metri e su una collina
detta Pelada, alle pendici del Guzzetto, alto 470 metri.
Poco più in basso, a nord–est, il Lago di Monate, a
cui si accede dal centro del paese tramite una ripida gradinata.
Anticamente, la comunità di Osmate rendeva culto alla divinità pagana Oscio
Mater, da cui il villaggio mutuò anche il proprio nome, e sulle rovine del
vecchio tempio, con la conversione al cristianesimo, venne eretto il primo
edificio di culto, dove celebrava la Messa il cappellano di Cadrezzate.
La parrocchia di Osmate, che durante il Medioevo era compresa nella pieve
di Brebbia.
A quel periodo risale anche uno dei numerosi rifacimenti della chiesa
dedicata ai Santi Cosma e Damiano che, pur dovendo l’aspetto attuale
ad un rimaneggiamento dell’inizio del nostro secolo, era già
esistente nel XIII secolo, e il cui campanile romanico ad archetti ciechi
testimonia peraltro un’origine ancora più antica.
Le acque del lago sono divenute, negli ultimi anni, il teatro di numerose
manifestazioni artistiche, come Artelago, mostra durante la quale ogni anno,
nel mese di ottobre, i laghi di Monate e Comabbio ospitano le opere “acquatiche”
di artisti che si ispirano al paesaggio naturale.
La storia di Osmate si intreccia anche con quella di numerosi altri comuni
della zona, poiché entra a far parte del feudo dei marchesi Litta Visconti
Arese i quali, fino alla fine del Settecento, avevano giurisdizione sulle
pievi di Arcisate, Brebbia, Valcuvia e la fraccia superiore di Varese.
L’avvento delle armate napoleoniche nel 1796, oltre ad abolire ogni
forma di governo feudale, portò alla soppressione anche del Monastero delle
monache agostiniane del Sacro Monte sopra Varese.
Le religiose trovarono riparo presso la parrocchia di Osmate fino a quando
il ritorno degli Austriaci non permise loro nuovamente di riottenere il
convento.