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Posto sulla riva orientale del Lago di Comabbio, Varano Borghi, che
si chiamò solamente Varano fino al 1906, estende il suo territorio comunale
nella splendida cornice delle colline di San Giacomo (m 396).
L’attività principale degli abitanti di Varano è stata
per lunghi periodi legata proprio all’ambiente naturale che circonda
l’abitato, il lago e le zone limitrofe, che fino all’avvento
di un’industrializzazione a volte aggressiva, erano popolati di molte
specie ittiche e di selvaggina.
Anche una delle attività economiche più fiorenti all’inizio
del secolo, la piscicoltura, ha conosciuto, qui e sul vicino canale Brabbia
dov’è ancora diffusa, un rapido declino per la difficoltà
di allevare specie ittiche in un ambiente inquinato.
Per ovviare a questa situazione, è stato fondato, un consorzio che si propone
di restituire al lago le caratteristiche di incontaminatezza perdute.
Sulle rive del lago di Comabbio, nel 1819, veniva insediato lo stabilimento
tessile Borghi, il secondo che l’Italia vedeva sorgere e che doveva
divenire per il paese di Varano il primo passo verso uno sviluppo industriale
ed urbanistico, che lo segnerà profondamente.
Artefice di gran parte del rinnovo architettonico di Varano fu l’ingegner
Paolo Cesa Bianchi, progettista del nuovo cotonificio e della nuova chiesa
parrocchiale di Sant’Andrea nel 1904, costruita forse sull’esempio
della collegiata di Castiglione Olona.
Poco distante dalla chiesa parrocchiale sorge una torre campanaria del X
secolo in pietra viva a pianta quadrata, che apparteneva alla chiesetta
di Sant’Andrea, abbattuta nell’Ottocento, riedificata nel
1859 da Luigi Borghi e officiata fino al 1904, poi riabbattuta nel 1967
per far posto alla nuova sede comunale.
Sulle rovine di un precedente edificio settecentesco, ma c’è
chi sostiene che ancora più anticamente qui vi fosse un castello
medioevale, ad opera dello stesso Cesa Bianchi, sorse anche Villa Borghi,
palazzo signorile al quale si aggiunse tutta una serie di abitazioni progettate
per impiegati e direttori di reparto, così da fare di Varano un tipico
esempio di villaggio industriale, che in alcune sue strutture ancora ben
conservate è ritenuto ora un importante oggetto di studio per l’archeologia
industriale.
Ciò che attualmente viene utilizzato del cotonificio è soltanto una parte,
in cui opera uno stabilimento per la lavorazione delle materie plastiche,
mentre nel resto del territorio sono ancora attive alcune aziende tessili
e meccaniche.