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Bedero Valcuvia ( Varese )
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Gavirate


Come raggiungere Gavirate

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Ristorante Pizzeria a Gavirate:

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Ristorante Pizzeria Orcaloca Ristorante Pizzeria Orcaloca Gavirate









Gavirate | Escursioni | Galleria di immagini



Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Gavirate, vista lago (1)
Foto 1: didascalia
Gavirate, vista del lago

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Il comune di Gavirate è ubicato sulla sponda nord–occidentale del Lago di Varese, al digradare dei pendii del Monte Campo dei Fiori.
Centro lacuale e turistico di maggiore rilevanza della zona, grazie anche alla presenza di alcuni parchi di notevole fascino, ha dato per lungo tempo il nome al Lago di Varese, un tempo, appunto, Lago di Gavirate.

Si hanno numerose ipotesi sull’origine del toponimo, la prima di queste fa risalire Gavirate al nome proprio latino Gaberìus o Gabius; secondo un’altra ipotesi, che vale anche per Angera e Gallarate, Gavirate deriva dal latino glaream, glareatum, ossia ”ghiaia”. Un’altra ipotesi, che concerne le caratteristiche idrografiche locali, fa originare Gavirate dal nome Biuiro, riportato, su una carta geografica del Lago di Varese, sopra l’area che ora è occupata da Gavirate.

Biuiro risalirebbe alla voce uir, che identifica l’acqua, simile alla radice uar, che sta all’origine del nome di Varese.
Da uir sarebbe derivato poi il toponimo Guairà, tuttora utilizzato nell’idioma locale.
L’ultima interpretazione avanzata ricollega il toponimo alla radice celtica gau, intesa come “territorio, contrada”, e raudas, ovvero “strada”, poi unite nel termine Gaurà o Guairà, poi Gauirate e infine Gavirate.

Gavirate, lungolago (2)
Foto 2: didascalia
Gavirate, lungolago

Gavirate fu coinvolta nel periodo delle lotte tra l’Impero e i Comuni e si schierò con l’Imperatore Federico Barbarossa, il che è testimoniato anche dalla cacciata, nel 1159, di un tale Johannes de Gavirate, da Milano, città in cui aveva anche dei possedimenti, ma ritenuto pericoloso per essa.

Per ciò che concerne il territorio di Gavirate, a quel tempo non doveva essere molto vasto, e includeva verosimilmente alcuni spicchi di montagna.
La vita religiosa si concentrava attorno all’antico Chiostro di Voltorre, frazione di piccole dimensioni, lontana circa un chilometro da Gavirate.
Per quello che riguarda le vicende politiche si apprende, da un atto notarile del 1428, dell’esistenza di un tale Joannulus d. Castella, figlio di Giulio, di Gavirate, console e ufficiale della Comunità.

Il feudo comprendente Gavirate passò di mano a diversi signori, tra cui i Besozzi, proprietari di una residenza di cui resta parte di una torre all’interno di una villa di Armino, altra frazione di Gavirate.
Oltrona, anch’essa frazione del paese, che in passato fu sotto giurisdizione di Varese fino al 1647, ospita ciò che rimane di una abitazione feudale, di proprietà di un ramo dei Visconti.

Gavirate, vecchio argano
Foto 3: didascalia
Gavirate, vecchio Argano

Come molte città di questa zona, Gavirate visse un’alternanza di tempi positivi e negativi, grassi e magri, felici e funesti.
Nel XVI la città subì il sacco da parte dei Francesi, per poi essere flagellata da una pestilenza di cui si conserva il ricordo grazie alla chiesetta del Lazzaretto, edificata nel 1863 su quello che doveva essere il luogo di sepoltura delle sfortunate vittime dell’epidemia.

Per contrastare il depauperamento economico del paese l’Imperatore Carlo V nel 1539 concesse a Gavirate la facoltà di tenere mercato, il venerdì.
Si può affermare con buona sicurezza che questa decisione imperiale venne raggiunta anche grazie al buon rapporto esistente tra l’Imperatore e il feudatario di allora, Vitaliano Visconti Borromeo.
Se da questo momento la città visse un buono sviluppo, gli anni che seguirono non furono di certo favorevoli al paese, che fu teatro della battaglia di Tornavento del 1636, in cui vennero incendiate ben 17 abitazioni.

Ma ecco che con la prima dominazione austriaca, dal 1714 al 1795, le sorti della città cambiarono in meglio, e si ebbe una espansione delle attività agricole e artigianali.
Nel 1815 nella città si insediò una Pretura, poi il Commissariato Regio distrettuale, le carceri e anche un Posto di Finanza, rimasto alla storia in perché si arrese prontamente alle bande garibaldine che, il 24 maggio 1859, si accamparono sul territorio comunale per i preparativi della battaglia di Varese.

Con la rivoluzione industriale le attività tradizionali, agricoltura e allevamento, conobbero un decremento, in favore appunto di un’economia a carattere progressivamente industriale.
Per esempio, la bachicoltura locale venne affiancata da una filanda, inaugurata nel 1876. Le fabbriche che conobbero maggiore fortuna furono quelle allogate lungo il torrente Tinella (nei pressi di Oltrona-Groppello), le cui acque fornivano l’energia necessaria agli stabilimenti.

Tra questi, i più noti sono quelli dediti alla fabbricazione di pipe, che hanno portato gran lustro alla zona. Gavirate, infine, è anche rinomata per alcuni dolci, chiamati ”brutti ma buoni”, fortunati, ottimi e longevi prodotti pasticceri inventati da Costantino Veniani nel lontano 1875.

Principali attrattive

Chiostro di Voltorre | Foto
Gavirate - Voltorre: Chiostro di Voltorre, vista dall’alto (4)
Foto 4: didascalia
Gavirate - Voltorre: Chiostro di Voltorre, vista dall’alto

Il Chiostro di Voltorre è un insieme di edifici religiosi, fondato tra il 1050 e il 1100, eretto seguendo alcuni criteri osservati nella realizzazione dei monasteri cluniacensi costruiti in Francia dopo il 910, a seguito della riforma della regola benedettina, e diffusisi anche in terra italiana. Lo stile architettonico del Chiostro è romanico lombardo, e su un capitello compare la firma di Lanfrac Magister Filli Domergatìi de Livvurno, che potrebbe essere uno dei Maestri Campionesi, Lanfranco appunto, che progettò anche il Duomo di Modena.

Il complesso è costituito dal chiostro, il campanile, la chiesa e altri edifici, che ora ospitano una mostra d’arte figurativa.
Il chiostro è dedicato a San Michele Arcangelo e alla Vergine Addolorata e in origine rientrava sotto la giurisdizione ecclesiastica dell’abbazia madre di San Benigno in Fruttuaria, vicino Ivrea, per poi essere accorpato ai canonici lateranensi di Santa Maria della Passione di Milano nel 1519, dopo l’accordo stretto tra papa Leone X e l’allora priore Alessandro Sforza.

Con l’entrata in vigore delle leggi napoleoniche del 1798 il chiostro, assieme al convento dei Carmelitani Scalzi di Oltrona, venne spartito secondo le necessità dei diversi proprietari, e infine, nel 1911, con grande onore per gli abitanti di Gavirate, venne proclamato monumento nazionale.

Escursione (facile)

Parco Morselli | Foto
Gavirate: Parco Morsellli (5)
Foto 5: didascalia
Gavirate: Parco Morselli

Parco pedonale immerso nel verde, situato all’ingresso di Gavirate, per chi proviene da Varese, provvisto di area giochi per bambini e comodi tavolini, ideale per trascorrere rilassanti giornate all’aria aperta.

La caratteristica collinare del parco, sviluppato a terrazze, permette una volta raggiunto il culmine di ammirare meravigliosi panorami sul sottostante lago di Varese e sulle Alpi Piemontesi, dove si erge maestoso il Monte Rosa.
L’ingresso (libero) è situato adiacente alla chiesa della Santissima Trinità.

>> Galleria di immagini

Eventi a Gavirate

Scartozz e Scartuzzitt: Il 1° sabato del mese in Piazza Mercato, mercatino con prodotti tipici locali e di varie regioni italiane.
Novità: Show Cooking, i grandi chef realizzano ricette con i prodotti locali in collaborazione con l'Associazione Il Crivello ( progetto Varese Cooking )
Per i bambini Area Baby Park



Foto e video di Luca Marchioro - Itinerari e Sapori


Area Mercatino produttori agricoli dell'Associazione Il Crivello

Scartozz e Scartuzzitt: mercatino produttori agricoli
Scartozz e Scartuzzitt: mercatino produttori agricoli

Area progetto Varese Cooking

Ristoratori di Gavirate elaborano piatti con i prodotti tipici di Varese: per l'occasione ha presentato Cav. Vincenzo Bifulco, presidente ACTL Varese

Enoteca Piemontese

Area Varese Cooking: esibizione Enoteca Piemontese
Area Varese Cooking: esibizione Enoteca Piemontese

Ristorante Gavirado

Area Varese Cooking: esibizione Ristorante Gavirado
Area Varese Cooking: esibizione Ristorante Gavirado

Ristorante Pizzeria Vecchio Ottocento | guarda la vetrina

Area Varese Cooking: esibizione Ristorante Pizzeria Vecchio Ottocento
Area Varese Cooking: esibizione Ristorante Pizzeria Vecchio Ottocento

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1, 2, 3, 5: Foto Luca Marchioro - Itinerari e Sapori
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