Fonte: I testi sono tratti da:
I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Valganna è un comune formato da quattro frazioni; da oltresì
il nome alla valle lunga 12 km e solcata da ghiacciai quaternari che ospita
il paese Ganna, principale centro abitato e sede del Municipio. I
confini naturali della valle sono i monti Chiusarella (m 912), Martica (m
1.032), il complesso del monte Mondonico (m 806) e del monte Scerè
(m 796) a ovest, i monti Monarco (m 858), Minisfreddo (m 1.042) e Poncione
(m 993) delimitano la valle a est, da sud a nord, infine il monte Pianbello
(m 1.129) segna il confine nord. La Valganna è ricca di acque,
con il Lago di Ganna, il Lago di Ghirla, situato verso il confine elvetico,
il fiume Margorabbia, che serpeggia verso nord e l’Olona, che percorre
il senso inverso.
Sul territorio della Valganna vi sono i centri Ganna e Ghirla, con le
frazioni Boarezzo e Mondonico.
Il toponimo è di probabile origine celtica, se non precedente. È
formato dalle due radici indoeuropee ghe, che sta per terra e ena, ovvero
acqua, ed è adeguato alla descrizione della Valganna, ovvero un territorio
che ospita una conca lacuale o dei letti di fiume. Ganna è diviso
nelle località di Baraggia, Campobella, Casarivo e Mulino ed è
noto per la Badia di San Gemolo, uno dei più importanti edifici religiosi
del Varesotto. Sono presenti altri edifici di culto, come la chiesa
di San Rocco, in stile barocco, e quella consacrata alla Santa croce, anch’essa
barocca, impreziosita internamente con affreschi di scuola lombarda attribuiti
ad Antonio Busca (1625-1686).
Ganna ospita anche un laghetto, poco profondo, visibile dalla statale
che si snoda lungo la Valganna.
Questo borgo è composto dalle frazioni di Ca’ di Sopra, Ca’ di Sotto, Ghetto e Motto Gerizzo ed è situato nel punto più settentrionale della Valganna, nelle vicinanze di Cunardo. Il paese è meta di numerosi turisti, soprattutto d’estate, che si recano in particolar modo a cercar refrigerio lungo le rive del lago, o che fanno una visita al maglio Pavoni.
Si vive in un’atmosfera secolare a Boarezzo, piccolo borgo antico guadagnabile grazie a una stradella che risale la montagna, a est di Ganna. Per dare maggiore lustro all’abitato un gruppo di artisti locali contemporanei ha eseguito una serie di affreschi sui muri esterni delle rurali abitazioni E così dal 1984 il visitatore può ammirare i pannelli raffiguranti le antiche tradizioni e i vecchi mestieri del Varesotto.
Mondonico è situata sul fianco del monte omonimo, a 702 metri di altitudine, ed il suo territorio ospita numerose ville costruite negli ultimi trent’anni. Meta di numerosi turisti, vi si trovano un belvedere, che offre un paesaggio incantevole, e una chiesetta, dedicata a Sant’Onofrio, in stile barocco e con un campanile di realizzazione più recente.
L’abbazia di San Gemolo ha una lunga storia, che origina proprio con la figura del martire Gemolo, ucciso mentre accompagnava lo zio vescovo, diretto verso Roma per un incontro con il Papa. Si era alla fine del X secolo e il vescovo, sul luogo dell’efferato delitto, fece innalzare una cappelletta in memoria del nipote. In questo edificio poi si insediarono i tre fondatori dell’abbazia, ovvero Attone, Arderico e Inghizone, il cui impegno diede vita alla realizzazione della Badia di San Gemolo. Questo complesso è ora costituito dalla chiesa, in stile lombardo, risalente al periodo tra il 1100 e il 1125; il campanile romanico eretto pochi anni dopo; il chiostro pentagonale romanico-lombardo, con rappezzi del Seicento; e per finire la foresteria, con il chiostro gotico parzialmente conservato, ricostruita nel 1954. La chiesa custodisce le reliquie di San Gemolo, consacrato il 12 giugno 1160 dall’arcivescovo di Milano Uberto da Pirovano. All’interno della Badia sono presenti numerosi affreschi di notevole importanza, tra cui un Cristo Re, risalente ad un periodo tra il 1325 e il 1350, una Madonna della Misericordia, della seconda metà del XV secolo, una tela di San Gemolo Martire, del 1590 – 1597, un affresco rappresentante i Profeti, del 1425-1450 e altri raffiguranti Santa Teresa del Bambino Gesù e San Francesco d’Assisi. La Badia ospita anche un museo, posto nel chiostro pentagonale, fondato nel 1962, nel quale sono conservati reperti archeologici, alcuni anche a carattere sacro, e realizzazioni pittoriche di artisti locali. Il museo è gestito dall’Associazione Amici della Badia, costituita nel 1971.
Questo specchio d’acqua è grande quattro volte il Lago di Ganna, ed ha una profondità di quattordici metri. Le sue rive, oltre ai prati, i boschi e i sentieri che lo circondano, uniti alla purezza dell’aria e alla quiete della natura, sono meta di un buon afflusso turistico.
Percorso adatto a tutti, interamente immerso nel bosco, è
geograficamente posizionato sul versante occidentale della Valganna.
Il sentiero ha inizio, dopo aver oltrepassato Boarezzo, all’altezza
della strada che porta verso il Villaggio Alpino del C.A.I. La strada
Militare è di pendenze lievi.
La cima del Monte Piambello la si raggiunge dopo circa 1,30 minuti,
comprensive le soste alle postazioni militari, alcune ancora in buono
stato.
Dalla cima, se la giornata lo permette, si può godere di
panorami sulla Valcuvia. Si può inoltre proseguire lungo la strada
Militare per raggiungere la località di Cuasso al Monte in Valceresio.