
Fonte: I testi sono tratti da:
I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.
Arsago Seprio è un tranquillo borgo a sei chilometri da
dove scorre il fiume Ticino e sul declivio di un piccolo colle, nel
quale il cittadino di passaggio può godere, anche in un giorno feriale,
il silenzio e l’assenza di quella frenesia tipica della vita di città.
Importante centro religioso – era capopieve – e anche
civile, in quanto capoluogo di un pagus, come possono testimoniare i
monumenti storici.
Durante l’occupazione romana, Arsago era il centro di un territorio
compreso fra i torrenti Astrona e Arno e da esso dipendevano ben venticinque
paesi, che allora si chiamavano vici, ed era così la capitale di quella
che i Romani chiamavano la gens Albutia.
Tuttavia ciò non esclude la precedente presenza di altri abitanti
durante il periodo delle civiltà preesistenti a quella romana.
II complesso monumentale di maggiore rilievo del paese è
senz’altro quello che comprende l’attuale parrocchia dedicata
a San Vittore martire con il Battistero che le sorge accanto, dedicato a
San Giovanni Battista.
Splendido esempio di architettura romana, la Basilica risale ai secoli
XI e XII, anche se qualcuno la ritiene addirittura del secolo IX.
Con tré navate con travature in legno a capriata, la Basilica potrebbe
essere stata progettata dalla celebre Corporazione dei Maestri Comacini,
composta da architetti, scultori, pittori e decoratori, e diffusasi attorno
al V secolo nella regione che va dal Lario al Verbano.
Sorge accanto alla Basilica; è costruita in pietra, con materiale proveniente da più antichi edifici andati in rovina e con le campane poste all’aperto su di un terrazzo in pietra, che dopo i lavori di restauro del 1872 sostituirà il primitivo tetto del campanile con capriata in legno.
Di forma ottagonale, costruito con materiale di antichi edifici
romani demoliti.
Il Battistero ha due porte, una rivolta a settentrione e l’altra
a mezzogiorno: seguendo un’antica usanza, dalla prima entravano
i neofiti, volgendo le spalle al nord, cioè alle tenebre e al freddo
del paganesimo, mentre dopo il battesimo uscivano verso sud, andando incontro
al calore e alla luce della fede.