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Fonte: Giuseppe Marzagalli - mondodelgusto.com
"Dal contadino alla tua tavola": è con questa affermazione che il Centro Fondazione Olistica di Somma Lombardo annuncia l'innovativa iniziativa di un mercatino contadino estivo nelle ore serali di tutti venerdì.
Un mercatino di prodotti alimentari provenienti dalle province di Varese, Novara e dal Canton Ticino, allestito in collaborazione con l'associazione IL CRIVELLO.
Un mercatino aperto dalle ore 18.00 alle ore 21.00 proprio nei giardini della Fondazione stessa nel centro di Somma Lombardo, in Via Milano, 43.
I perchè di questa iniziativa sono il rispetto per l'ambiente, la ricerca delle tradizioni locali, la conoscenza del proprio territorio e della origine e provenienza dei cibi che si consumano.
Tutto per abituarsi ad una alimentazione sana e consapevole.
Un nuovo approccio alla "filiera corta", per promuovere i patrimoni agroalimentari regionali e per assicurare al nostro organismo tutte le qualità organolettiche dei prodotti che invece andrebbero perse durante lunghi trasporti, ad esempio, in nave, in giro per il mondo.
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I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.
Somma Lombardo è un grande comune che il 16 giugno 1959 ricevette il titolo
di città; è bagnato dal fiume Ticino per circa dieci chilometri,
dai confini di Golasecca a quelli di Vizzola Ticino; il fiume è parte
importante del comune soprattutto in seguito alla creazione del Parco
Lombardo della Valle del Ticino, che si trova al centro di quel grande
polmone forestale posto intorno al capoluogo e alle sue frazioni Maddalena
e Coarezza.
Queste ultime, unitamente all’altra frazione Case Nuove e al rione
di Mezzana, sono parte integrante di Somma Lombardo e meritano qualche attenzione
particolare.
Qualche storico spiega il nome Mezzana come luogo di mezzo fra i fortilizi
romani di Arsago e di Somma; comunque è molto probabile una presenza
romana, avvalorata anche dalla recente scoperta di tombe contenenti
vasi di terracotta e amuleti.
Mezzana fu amministrativamente autonoma fino al 1870, quando le fu aggiunto
il termine Superiore per distinguerla dai comuni italiani con lo stesso
nome e venne aggregata agli altri comuni di Casorate Sempione, Besnate e
Arsalo Seprio per formare un unico comune con sede in Arsago.
Oltre all’antica chiesa, oggi parrocchiale, i cui primi dati storici
risalgono al 1200, quando venne elevata a Collegiata e dedicata a Santo
Stefano, nel territorio di Mezzana si trova il Santuario di Santa
Maria della Ghianda.
Gli storici ritengono che Somma ebbe origini antichissime, risalenti
alla Civiltà di Golasecca, durante l’età del Ferro,
mentre rimane dubbia l’ipotesi avanzata secondo la quale Somma sarebbe
stata la sede del famoso scontro militare fra le truppe di Publio Cornelio
Scipione e Annibale, avvenuto nel 218 a.C., battaglia senz’altro combattuta
sul Ticino.
Nel IX secolo era signore di Somma un certo Gulizione, che abitava nel suo
castello dove oggi sorge la casa parrocchiale, in una località chiamata
Castellaccio; Gulizione aveva fatto costruire una chiesa nei pressi dedicandola
a San Fede, proprio dove oggi sorge la parrocchiale dedicata a Sant’Agnese,
costruita a partire dal 1645 per iniziativa della famiglia Visconti, laddove
prima sorgeva l’antico oratorio dedicato a San Fede, voluto da Gulizione
nel IX secolo, e la successiva chiesetta di Sant’Agnese, fatta costruire
dai Visconti verso la fine del XII secolo.
Appartenuto successivamente all’Abbazia di Massino, di proprietà
degli Abati di San Gallo, il territorio di Somma venne ceduto da questi
ultimi, nel 1129, a Guidone Visconti.
Nel 1288, Uberto Visconti veniva già presentato come signore di
Somma, ma la signoria vera e propria della famiglia comincerà soltanto nel
1448, quando i due fratelli Francesco e Guido Visconti fisseranno la loro
stabile dimora nel castello di Somma, fuggendo da Milano a causa della
lotta scoppiata in seguito alla costituzione della Repubblica Ambrosiana.
Verrà poi il tempo del governo austriaco, con il breve intervallo, negli
anni a cavallo tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del successivo,
della presenza delle truppe francesi di Napoleone, che permisero la costituzione
della Repubblica Cisalpina prima e del Regno Italico poi.
Con la Restaurazione del 1815 ritornarono gli Austriaci, che permi–sero
un tempo di pace e vennero accolti con sollievo dalla popolazione.
Verranno quindi il Risorgimento e l’Unità d’Italia, ma
sarà ancora un Visconti a governare: infatti, nel 1860, Carlo Hermes
Visconti, marchese di San Vito, verrà eletto primo sindaco di Somma
dopo l’Unità e il paese, per Regio decreto del 1862, aggiungerà
al nome Somma quello di Lombardo, al fine di distinguerlo dagli altri con
lo stesso nome nel resto d’Italia.
Sulla collina più alta di Somma esisteva già nel 1280 una
cappella dedicata ai Santi Vito e Modesto, poi demolita e sostituita con
l’attuale, risalente al XVI secolo e sempre dedicata agli stessi patroni.
Sede di un’antica Confraternita fondata nel 1585 dal sacerdote don
Giovanni Fontana, la chiesetta venne arricchita da un celebre trittico dipinto
su legno, oggi esposto nella parrocchiale di Sant’Agnese, raffigurante
la famiglia dei Martiri Modesto, Crescenzio e Vito nell’atto di adorare
la Vergine, dipinto attribuito da molti ad Ambrogio Bevilacqua, detto il
Liberale, che l’avrebbe eseguito fra il 1498 e il 1502 su commissione
del signore di Somma, Battista Visconti.
Oggi Somma Lombardo è una città con una presenza industriale
fra le più significative del Varesotto, soprattutto nei settori tessile,
dell’abbigliamento e meccaniche, oltre a imprese di servizi, commerciali
ed artigianali.
È un antico paese; nel 1560 viene indicato come frazione di Somma.
Nel 1632 l’oratorio del XIII secolo, situato nel centro abitato, viene
eretto a parrocchia dal pontefice Urbano Vili; oggi, dopo molte modifiche
e numerosi restauri, rimane la parrocchiale della frazione, dedicata
ai Santi Sebastiano e Fabiano.
Un’altra chiesa di Coarezza è quella dedicata ai Santi Rocco
e Cristoforo, risalente al XVI secolo, forse utilizzata come Lazzaretto
ai tempi della peste.
L’origine di quest’altra frazione risale al 1400, come
colonia agricola voluta dai Visconti; la prima chiesa venne costruita nel
1497, mentre l’attuale parrocchiale, Maddalena verrà elevata
a sede parrocchiale il 25 febbraio 1933, è dedicata a Cristo
Re ed è stata costruita negli anni dal 1929 al 1933 su disegno dell’architetto
Oreste Benedetti di Milano.
La festa patronale comunque ricorda Santa Maria Maddalena e viene celebrata
il 22 luglio, quando la liturgia ricorda la santa convertitasi durante
la vita pubblica di Gesù.
La frazione Case Nuove nacque anch’essa verso la fine del XVI secolo,
come colonia agricola voluta dalla famiglia Visconti.
Essa si trova ai margini della brughiera detta della Gradenasca, nei
pressi dell’aeroporto della Malpensa, poco più a sud della
Cascina Malpensa, un’altra fattoria agricola voluta nel 1796 dal bustese
Gian Battista Tosi, in una zona dove il terreno era molto arido, per cui
si diceva che fosse una malpensata ritenerlo coltivabile.
Case Nuove diventò parrocchia nel 1959 e la sua chiesa è dedicata
a Santa Margherita.
Pare risalga al IX secolo ed è certamente il monumento più
importante della città.
Posto proprio al centro dell’abitato, a forma di quadrilatero, assunse
grande rilevanza quando i Visconti cominciarono a risiedervi a partire dal
1448; rimarrà celebre anche perchè nascerà prematuramente
fra le sue mura, l’11 febbraio 1535, Nicolò Sfondrati, futuro
papa Gregorio XIV, durante una visita della madre Anna Visconti alla genitrice
gravemente ammalata.
Sarà discepolo di San Carlo Borromeo, amico di San Filippo Neri e
di San Camillo de Lellis; il suo pontificato durerè meno di un anno,
dal dicembre 1590 all’ottobre 1591.
Come viene chiamata in dialetto la pianta sulla quale verso il 1260 apparve
la Madonna a una giovane sordomuta del posto e dove, nel 1288, verrà costruita
una piccola chiesa votiva per ricordare il miracolo.
La chiesina, dopo una visita pastorale dell’arcivescovo San Carlo
Borromeo nel 1570, verrà trasformata nell’attuale maestoso
Santuario, in stile rinascimentale, costruito su un progetto di Pellegrino
Tibaldi, detto Pellegrino Pellegrini, famoso architetto milanese; all’interno,
ancora oggi si può ammirare un dipinto del Michelini risalente al
XIV secolo, che riproduce allegoricamente l’apparizione della
Vergine.