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Antico paese, forse già abitato durante la civiltà di Golasecca,
Vergiate è situato lungo la strada statale 33 che unisce Milano
con Sesto Calende.
Oltre al centro principale comprende le frazioni di Cimbro, Corgeno,
Cuirone e Sesona, comuni autonomi fino al 1869, quando si unirono a
Vergiate per costituire l’attuale comune.
Si ritiene che il paese fosse già abitato nei primi secoli del
IV millennio a.C., cioè nel periodo tardo neolitico, in quanto
sono stati rinvenuti alcuni frammenti di ceramica e piccole selci di colore
ocra risai quel periodo.
Inoltre, nel scorso, in questa zona vennero trovate alcune palafitte che
possono esser risalire a1 2500 a.C.
Successivamente, Vergiate è stata abitata dagli Etruschi:
nel 1913, infatti stata ritrovata una stele; un’iscrizione nord–etrusca,
costituiva il coperchio di una cassetta oggi custodita nel museo Archeologico
di Milano; scavando un pozzo, vennero alla luce fondamenta di edifici antichissimi
e alcuni vasi etruschi.
Verso il VI secolo a.C., una nuova immigrazione interessò il territorio
di Vergiate; si trattava di una componente della popolazione celtica,
che si stanziò in questa terra provenendo dalle Alpi occidentali; verranno
chiamati Insubri, secondo una divisione della popolazione celtica
in diversi gruppi (Boi, Cenomani e appunto Insubri), ipotizzata dagli studiosi
di questa epoca.
Durante il periodo romano, Vergiate sarebbe entrata nella storia come
sede della celebre battaglia che oppose i Cartaginesi di Annibale all’esercito
romano, guidato da Publio Cornelio Scipione; secondo alcuni storici,
la battaglia, avvenuta nel 218 a.C., si sarebbe svolta proprio sulle alture
Corneliane di Sesona, l’attuale frazione di Vergiate.
Dopo la diffusione del Cristianesimo nel Nord d’Italia, il territorio
di Vergiate sarà interessato dalla presenza dei Longobardi, negli
anni che vanno all’incirca dal 568 al 774 e quindi, verso il termine
dell’epoca medioevale, dalla Signoria dei Visconti.
Vergiate così dovrà subire le numerose invasioni di eserciti
stranieri e conoscerà il periodo spagnolo e quindi quello austriaco,
prima di entrare nel Regno d’Italia dopo l’unificazione del
1860.
Vi è anzitutto la chiesa parrocchiale (foto 1) dedicata a San
Martino, del XV secolo, che oggi viene utilizzata come ambiente parrocchiale,
in quanto sostituita con una nuova chiesa edificata nel 1889, attigua all’antica
e sempre dedicata a San Martino.
Ancora a Vergiate si trova una chiesa dedicata a Maria Assunta, del 1300,
mentre nella frazione di Cimbro si trova la bella chiesa dedicata anch’essa
a San Martino (foto 3), riedificata nel 1888, ancora rimaneggiata nel
1963 e totalmente riaffrescata nel 1991, mentre nella frazione di Corgeno,
posta su una piccola altura dalla quale si può scorgere verso Nord
il Lago di Comabbio, si trova la chiesa di San Giorgio (foto 4), con
il campanile romanico.
La chiesa della frazione di Cuirone, nel cui territorio si trova
il Monte San Giacomo, alto 431 metri, è invece dedicata a San
Materno (foto 5) e risale al XIII secolo, mentre nella frazione di
Sesona è ubicata la chiesa di Sant’Eusebio (foto 6).
Fuori dall’abitato di Vergiate, in località Ronchi, c’è
la chiesa di San Gallo, conosciuta fin dalla metà del 1300, ma probabilmente
risalente all’anno Mille.