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Situata a confine tra Olgia Olona e Fagnano Olona, poco distante da Busto Arsizio, Solbiate Olona condivide il fiume Olona con Gorla Maggiore e Gorla Minore.
È nel 1017 che il nome del paese appare per la prima volta in documenti
storici, quando si ha notizia di un certo Warderico de Sorbiate. In seguito,
come Sabiate.
Un cittadino di Solbiate, tale Girardo, presenzia ad una sentenza dei consoli
a Milano, mentre un certo Rolando ricopre la carica di Console del Seprio.
La Notitia Cleri Mediolanensis del 1398 accenna all’esistenza di
una chiesa dedicata a Sant’Antonino; la chiesa divenne rettoria nel
1564 e parrocchiale nel 1582 e, seppure ricostruita nel 1753 in stile barocco,
è attualmente molto deteriorata e chiusa al culto.
La stessa fonte cita inoltre un monastero e una casa dell’Ordine degli
Umiliati, posti nell’attuale via Sant’Antonino, che dovevano
versare un tributo di sei denari alla Santa Sede.
Un altro edificio sacro, dedicato a San Vito, venne demolito nel 1603, mentre
rimane ancora la chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, pur nel rifacimento
ottocentesco.
Sviluppatosi lungo i due poli di insediamento costituiti dal centro principale
e dalla frazione di Solbiello, entrambi dislocati sulle rive dell’Olona,
Solbiate fu attraversata diverse volte da truppe in assetto di guerra, come
quelle guidate da Federico Barbarossa nel 1176 alla battaglia di Legnano
e fu di nuovo qui che cercarono rifugio i Milanesi quando, nel 1257, dovettero
ritirarsi da Castelseprio.
Le più gravi incursioni vennero compiute tuttavia nel 1511 dalle
truppe del cardinale di Sion che incendiarono il paese e nel 1515 da mercenari
svizzeri che si diedero al saccheggio.
Centro che contava poco più di trecento abitanti nel 1564, anno
in cui venne fondata la parrocchia, Solbiate Olona nel 1578 venne infeudata
agli Altemps, che vendettero il 23 giugno 1650 i diritti feudali a Francesco
Maria Terzaghi, dal quale passarono nel 1656 ad un ramo della famiglia Visconti.
La popolazione, che agli inizi del Settecento contava circa quattrocento
abitanti, era dedita in gran parte all’agricoltura, specie alla coltivazione
dei cereali, della vite e del gelso.
Due erano i mulini funzionanti in Solbiate e, per sfruttare l’energia
idraulica, sul luogo dove sorgeva uno di essi, nelle vicinanze dell’Olona,
venne impiantata nel 1823 la prima filatura.
Lo sviluppo di questo stabilimento, divenuto in poco tempo il maggiore
della Lombardia, portò con sé vantaggi non solo economici
per gli abitanti di Solbiate, poiché all’impegno dei titolare
dell’azienda si deve la costruzione di edifici pubblici come l’asilo
infantile e la scuola elementare, nonché l’istituzione di casse
di soccorso e di enti filantropici.
L’andamento demografico, con il trasferimento di molti lavoratori
a Solbiate, ha conosciuto dalla fine del 1800 uno sviluppo progressivo,
così come anche l’insediamento di numerose altre industrie, nei settori
della meccanica, della lavorazione dei metalli, delle materie plastiche.