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Venegono Superiore


Come raggiungere Venegono Superiore

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Venegono Superiore

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Venegono Superiore: Chiesa parrocchiale di San Giorgio (1)
Foto 1: didascalia
Venegono Superiore: Chiesa parrocchiale di San Giorgio

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Cittadina, a confine tra i comuni di Venegono Inferiore, Venegono e Castiglione Olona, quasi interamente immersa nella natura con il Parco Pineta che lambisce il centro storico.

Non ci sono fonti sicure riguardo l’origine del toponimo, che alcuni fanno risalire, ma con un’operazione più di fantasia che scientifica, a Veneris agonalia, cioè “feste in onore di Venere”.
Anche l’interpretazione del nome come derivata dal latino vinum colere, in considerazione della diffusione della vite in queste zone, trova poca conferma.
L’unico reperto risalente all’antichità presente sul territorio consiste in un cippo votivo romano, che era fino al 1862 murato nella chiesetta campestre di San Michele, scolpito in onore di un certo Quinziano, aruspice ed edituo di un tempio dedicato alla dea Fortuna.
Non è tuttavia sicuro che il culto suddetto fosse praticato in questi luoghi e la lapide potrebbe provenire da altre zone.
Le prime notizie certe di Venegono, che non era distinto in due comuni autonomi fino all’XI secolo, appaiono nella Charta iudicati, il documento che attesta la fondazione del monastero di Cairate, alla quale partecipò come testimone un certo Eldeprando di Uenegonno.

Venegono Superiore: Castello (2)
Foto 2: didascalia
Venegono Superiore: Castello

Vi è da notare che il documento del 1502 inoltre testimonia già dell’esistenza del castello, sorto probabilmente intorno al X secolo come fortificazione posta a difesa delle invasioni ungare.
Doveva essere qui dunque il centro dell’abitato di Venegono, poiché il luogo si prestava come dimora del Conte del Seprio ed intorno sorgevano case civili e, con la fine del Seprio, su questo nucleo abitato, che diverrà poi il borgo di Venegono Superiore nel XIV secolo, ruotava anche la vita dei villaggi di Pianasca e di San Giorgio.
Tra i Pusterla e i Castiglioni Con il XIV secolo infatti, Venegono Superiore acquista una certa importanza e la famiglia Pusterla, che ne era diventata feudataria probabilmente nel 1316, da avvio a lavori di riedificazione del castello.
I Pusterla, originariamente signori di Tradate, estesero i loro domini su Venegono Superiore, anche per la contesa che li vedeva contrapposti ai Castiglioni di Castiglione Olona.
Il castello di Venegono Superiore passò così alla Camera Ducale di Milano e, nel 1425, riuscirono ad entrarne in possesso i Castiglioni, i quali vennero definitivamente investiti nel feudo nel 1434 dall’imperatore Federico III d’Asburgo e confermati nel privilegio imperiale da Francesco I Sforza nel 1438.
I Pusterla di Tradate, tuttavia, memori dell’offesa subita, approfittarono della ascesa al Ducato di Milano di Massimiliano Sforza nel 1512 e, alleatisi con lui, riuscirono a portare un attacco al castello di Venegono Inferiore e a quello di Castiglione Olona.
Da Venegono Superiore rispose Fioramonte Castiglioni nel 1515, uccidendo Giovanni Maria e Bartolomeo Pusterla a Venegono Inferiore.
Nel 1521 poi, dopo che gli Spagnoli avevano posto alla guida del Ducato di Milano Francesco II Sforza, i Castiglioni ebbero strada libera e riuscirono a riconquistare il castello di Venegono Superiore, facendo prigioniero Fioramonte.
Per riscattarlo, i suoi due figli Branda e Brianoro dovettero vendere una casa e in seguito a questa vicenda Fioramonte Castiglioni si riconciliù con gli Sforza e riebbe i propri possedimenti.

Venegono Superiore: Chiesa Santa Maria della fontana (3)
Foto 3: didascalia
Venegono Superiore: Chiesa Santa Maria della fontana

Nel trambusto provocato dagli avvenimenti bellici, la popolazione di Venegono Superiore rimase sempre legata alle famiglie dominanti dalle quali otteneva le terre da coltivare, ma anche i permessi di gestire il commercio.
I Castiglioni seppero comunque ben ripagare la fedeltà riposta in loro quando, nel 1526, riuscirono ad evitare un assalto degli Spagnoli.
Nel 1581, tuttavia, il conte Camillo Castiglioni fu messo al bando e i suoi beni furono confiscati e consegnati alla Comunità di Venegono Superiore, fino a quando, con un nuovo decreto del 1594, non ritornarono in possesso del Castiglioni.
Il popolo rimaneva comunque legato ai signori feudali e ne difese i diritti allorché, nel 1667, volle confermare contro il Senato di Milano che la chiesa di Santa Maria era sotto il patronato dei Castiglioni, i quali avevano facoltà di riedificarla e ampliarla.
Per ultimo, nel 1708, i Venegonesi furono al fianco dei Castiglioni nel difendere il proprio raccolto dalle pretese di un commissario che ogni anno ne richiedeva la metà, a causa di debiti contratti dal conte Branda.

Attualmente, il castello ospita una casa di formazione e di spiritualità dei Missionari Comboniani, presenti qui dal 1921, quando trasferirono il noviziato da Savona.
Il castello ha dunque mutato sensibilmente le sue funzioni e anche la dedizione dei Venegonesi si è quindi volta ora verso attività più pacifiche e produttive.

L’economia della zona si basa su alcune realtà industriali che operano nel settore della lavorazione delle resine e della celluloide, mentre sono sviluppati anche i settori meccanico, chimico, tessile, grafico ed edile, a fianco dei quali si vanno affermando numerose aziende artigiane e di servizi.

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1, 2, 3: Foto Luca Marchioro - Itinerari e Sapori
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