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Il comune, formato dai centri di Gazzada e da Schianno, si trova a confine con Lozza e facilmente raggiungibile dall’autostrada A8 Milano – Varese (uscita Gazzada).
I due paesi che danno il nome al comune condividono sin dall’antichità le proprie sorti poiché Schianno risulta essere un pago, cioè un importante centro abitato di epoca preromana a cui anche Gazzada era legato.
Il toponimo Gazzada non ha un’origine certa, anche se molte
sono le ricerche e le supposizioni fatte a questo riguardo.
Per alcuni sembra che Gaza significhi “tesoro”, in accordo
con una derivazione indoeuropea, ma, mentre secondo una radice celtica Gad
indica “bosco”, ed altri ne affermano la concordanza con alcune
voci germaniche come Gabragium, un’ipotesi meno filologicamente fondata
da per probabile un’affinità del nome di Gazzada con il termine
dialettale lombardo Gasg, che significa denaro e con il mesolcinese Gasgél,
nome dato al recinto che raccoglie le bestie sui monti.
I più antichi documenti in cui il nome di Schianno viene citato
sono transazioni, la prima delle quali stipulata nel 1069 tra il conte del
Seprio, Rodolfo, con la moglie Imelda, e Pietro Sartoro di Varese, il quale
acquista un campo e una vigna a Schianno.
Segue in ordine cronologico, nel 1088, una donazione di un campo nella localita'
Unalda da parte dei fratelli Vidone e Alberto, con la madre Albana, alla
chiesa di San Vittore in Varese.
In quel periodo, secondo il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, le chiese
di Schianno dovevano essere tré, cioè San Martino, San Damiano
e Santa Maria, cosa che conferma l’importanza che il luogo aveva
mantenuto anche nel Medioevo.
È del 1488 un testamento di Antonio Ghiringhelli che, mentre fornisce
i mezzi per la costruzione della prima chiesa a Gazzada, Santa Maria
Assunta, dispone una distribuzione perpetua di beni di sostentamento
ai poveri del luogo.
Mentre i rapporti con il borgo di Varese continuavano a essere frequenti,
e nel 1507 si ha notizia di una donazione di due pezze di terreno site in
Schianno fatta alla chiesa di San Vittore da un certo Gariardo, si attuava
da parte del cardinale San Carlo Borromeo la separazione tra le chiese di
Schianno e Gazzada con lo smembramento di quest’ultima e l’erezione
della parrocchia presso la chiesa di San Bernardino nel 1569.
I fedeli di Gazzada potevano così avere un luogo di culto dove adempiere
al precetto festivo senza dovere spostarsi fino alla chiesa di San Giorgio
a Schianno.
Nel 1598 a Gazzada sorse la nuova parrocchiale, più ampia, dedicata
all’Esaltazione della Santa Croce.
Gazzada ottenne, in seguito, un nuovo imponente edificio che divenne sede
del Municipio e della scuola, costruito nel 1913.
Grazie ai contributi della nobile famiglia dei Cagnola di Gazzada arricchì
il paese, ma il monumento più importante rimane la Villa
Cagnola risalente, con il suo parco, al XVIII secolo ed ora sede di una
biblioteca immensa, casa di ritiri, esercizi, convegni.
Nel XX secolo, l’economia agricola si è trasformata in industriale,
grazie alle prime fabbriche tessili e all’apporto fondamentale fornito
dalla ferrovia.
Si distinguono, oltre al tessile, i settori elettromeccanico e meccanico
e delle materie plastiche.