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Morazzone


Come raggiungere Morazzone


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Morazzone

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.

Morazzone: Chiesa Parrocchiale (1)
Foto 1: didascalia
Morazzone: Chiesa Parrocchiale

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Morazzone è adagiata su di una a collina, con panorami mozzafiato, poco distante da Gazzada a confine con Caronno Varesino.

Le prime tracce di abitatori del territorio di Morazzone risalgono al periodo Neolitico.
L’insediamento di cui si ipotizza l’esistenza riveste tuttavia una certa importanza nell’ambito delle ricerche archeologiche in tutto il Varesotto, in quanto costituirebbe l’unico caso in cui i reperti che vengono alla luce non appartengono ad un sito lacustre o paludoso, come invece accade per la totalità dei reperti venuti alla luce in altre zone della provincia.

Appartenuto a lungo alla pieve di Castelseprio, Morazzone otterrà una certa indipendenza con l’istituzione della rettoria, che risale almeno al 1454, e della parrocchia poi, anche se risulta che un certo prete Adalbertus assicurasse il servizio religioso alla comunità già verso la metà del XIII secolo.
I rapporti tra gli abitanti di Morazzone e i parroci incaricati della cura delle anime non furono sempre idilliaci e sono giunti fino a noi documenti relativi a diatribe, proteste, processi intentati dai fedeli al fine di ottenere un maggior rispetto della tradizione e dei vincoli religiosi.
Un documento del 16 maggio 1570 ci mostra infatti il rigore estremo dei patti che i Morazzonesi avevano stretto fra di loro per regolare la vita sociale.
In questi “capitoli” il popolo si impegnava, tramite i rappresentanti di ogni famiglia, ad osservare le festività religiose con particolare scrupolo, recandosi periodicamente a Santa Caterina del Sasso e a Santa Maria del Monte per ottenere sugli individui e sull—’intero comune le benedizioni divine.
Gli accordi non mancavano neppure di regolamenti che ordinavano equamente la vita dei campi e la prevenzione dei delitti, costituendo così l’esempio di una convivenza civile che fonda liberamente la propria esistenza sui valori religiosi Pier Francesco Mazzucchelli, il Morazzone.
E in questo ambito sociale che nasce, nel 1573, l’artista che darà maggior lustro al proprio paese di origine assumendosene addirittura il nome.
Pier Francesco Mazzucchelli, come molti altri abitanti di Morazzone del periodo, cercò fortuna altrove ed approdò a Roma dove ebbe la propria formazione artistica alla scuola del Cavalier d’Arpino, frequentata a quel tempo anche dal Caravaggio.
Tornato nei luoghi di origine dopo una sosta a Venezia, nel 1598 ottiene l’incarico di decorare la cappella del Rosario in San Vittore a Varese e nel 1615 gli vengono commissionati gli affreschi alle pareti della stessa chiesa, mentre nel frattempo aveva eseguito affreschi anche presso il Sacro Monte di Varallo e il Sacro Monte di Varese.
Gli impegni artistici del Morazzone avevano ormai un raggio d’azione esteso a tutta l’Italia del nord e verso il termine della sua vita opera a Milano per il cardinale Federico Borromeo e a Mantova per il cardinale Ferdinando Gonzaga.
Nel 1625, avvertendo i segni della prossima fine, si trasferisce di nuovo a Morazzone, dove concluderà la propria esistenza.
Passata dal feudo di Tradate alla famiglia Terzaghi nel 1652, Morazzone è divenuta famosa per la battaglia del 26 agosto 1848, in cui gli Austriaci sconfissero le truppe garibaldine.

Morazzone: Chiesetta Santa Maria in Campagna (2)
Foto 2: didascalia
Morazzone: Chiesetta Santa Maria

II principale edificio sacro presente sul territorio comunale è la chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio.
Ricostruita tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 e, in seguito, rivelatasi insufficientemente ampia per il paese, ricostruita nel 1817.
Nominata almeno dal 1566 è anche la chiesa di Santa Maria Madre, che tuttavia conserva al suo interno affreschi del XV secolo, oltre che del XVI.

Le attività lavorative che hanno maggiormente caratterizzato la vita del paese sono tradizionalmente rappresentate dall’edilizia, alla quale si è affiancato uno sviluppo turistico residenziale che ha costituito la maggiore risorsa economica fino agli anni Sessanta, quando si sono insediate sul territorio imprese artigiane e industriali soprattutto nel campo tessile e meccanico.


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1, 2: Foto Luca Marchioro - Itinerari e Sapori
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