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Morazzone è adagiata su di una a collina, con panorami mozzafiato, poco distante da Gazzada a confine con Caronno Varesino.
Le prime tracce di abitatori del territorio di Morazzone risalgono al periodo
Neolitico.
L’insediamento di cui si ipotizza l’esistenza riveste tuttavia
una certa importanza nell’ambito delle ricerche archeologiche in tutto
il Varesotto, in quanto costituirebbe l’unico caso in cui i reperti
che vengono alla luce non appartengono ad un sito lacustre o paludoso, come
invece accade per la totalità dei reperti venuti alla luce in altre
zone della provincia.
Appartenuto a lungo alla pieve di Castelseprio, Morazzone otterrà
una certa indipendenza con l’istituzione della rettoria, che risale
almeno al 1454, e della parrocchia poi, anche se risulta che un certo prete
Adalbertus assicurasse il servizio religioso alla comunità già
verso la metà del XIII secolo.
I rapporti tra gli abitanti di Morazzone e i parroci incaricati della cura
delle anime non furono sempre idilliaci e sono giunti fino a noi documenti
relativi a diatribe, proteste, processi intentati dai fedeli al fine di
ottenere un maggior rispetto della tradizione e dei vincoli religiosi.
Un documento del 16 maggio 1570 ci mostra infatti il rigore estremo dei
patti che i Morazzonesi avevano stretto fra di loro per regolare la vita
sociale.
In questi “capitoli” il popolo si impegnava, tramite i rappresentanti
di ogni famiglia, ad osservare le festività religiose con particolare
scrupolo, recandosi periodicamente a Santa Caterina del Sasso e a Santa
Maria del Monte per ottenere sugli individui e sull—’intero
comune le benedizioni divine.
Gli accordi non mancavano neppure di regolamenti che ordinavano equamente
la vita dei campi e la prevenzione dei delitti, costituendo così
l’esempio di una convivenza civile che fonda liberamente la propria
esistenza sui valori religiosi Pier Francesco Mazzucchelli, il Morazzone.
E in questo ambito sociale che nasce, nel 1573, l’artista che darà
maggior lustro al proprio paese di origine assumendosene addirittura il
nome.
Pier Francesco Mazzucchelli, come molti altri abitanti di Morazzone del
periodo, cercò fortuna altrove ed approdò a Roma dove ebbe
la propria formazione artistica alla scuola del Cavalier d’Arpino,
frequentata a quel tempo anche dal Caravaggio.
Tornato nei luoghi di origine dopo una sosta a Venezia, nel 1598 ottiene
l’incarico di decorare la cappella del Rosario in San Vittore a Varese
e nel 1615 gli vengono commissionati gli affreschi alle pareti della stessa
chiesa, mentre nel frattempo aveva eseguito affreschi anche presso il Sacro
Monte di Varallo e il Sacro Monte di Varese.
Gli impegni artistici del Morazzone avevano ormai un raggio d’azione
esteso a tutta l’Italia del nord e verso il termine della sua vita
opera a Milano per il cardinale Federico Borromeo e a Mantova per il cardinale
Ferdinando Gonzaga.
Nel 1625, avvertendo i segni della prossima fine, si trasferisce di nuovo
a Morazzone, dove concluderà la propria esistenza.
Passata dal feudo di Tradate alla famiglia Terzaghi nel 1652, Morazzone
è divenuta famosa per la battaglia del 26 agosto 1848, in cui gli Austriaci
sconfissero le truppe garibaldine.
II principale edificio sacro presente sul territorio comunale è
la chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio.
Ricostruita tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 e, in seguito, rivelatasi
insufficientemente ampia per il paese, ricostruita nel 1817.
Nominata almeno dal 1566 è anche la chiesa di Santa Maria Madre,
che tuttavia
Le attività lavorative che hanno maggiormente caratterizzato la vita del paese sono tradizionalmente rappresentate dall’edilizia, alla quale si è affiancato uno sviluppo turistico residenziale che ha costituito la maggiore risorsa economica fino agli anni Sessanta, quando si sono insediate sul territorio imprese artigiane e industriali soprattutto nel campo tessile e meccanico.