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Il comune è formato dalle due frazioni di Oggiona e Santo Stefano, entrambe poste sul corso dei torrenti Arno e Ria, nella zona sud–occidentale della provincia, a poca distanza dall’uscita autostradale di Cavaria.
II ritrovamento nel 1990 di una tomba di età romana nel territorio
del comune rappresenta, pur essendo l’ultima scoperta archeologica
in ordine di tempo, il punto di inizio di una possibile ricostruzione storica
della vita del paese nell’antichità.
Da una serie progressiva di ritrovamenti si deduce quindi un seppur tenue
collegamento tra diversi periodi storici della comunità di Oggiona, la quale,
forse memore di un antico culto tributato al martire di età romana, nel
1564 darà avvio alla costruzione di un tempio dedicato a San Vittore.
In epoca medioevale, intorno al 1200, la valle dove sorge il paese di Oggiona
era dominata da un castello, collegato a quelli di Jerago e Orago.
La cappella interna al castello venne tuttavia inglobata nell’attuale
chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunciata al Castello.
Le diverse trasformazioni del luogo di culto, l’ultima delle quali
risalente agli anni ’30, sono state la causa probabile di perdite
gravi del patrimonio artistico conservato all’interno.
Due affreschi del ’400, che rappresentano l’Ecce Homo ed un
Sant’Antonio, hanno tuttavia superato le ingiurie del tempo e sono
tuttora visibili.
Le due frazioni che costituiscono il comune condividono ormai da secoli
la vita amministrativa e religiosa e ne testimonia un documento del XVIII
secolo che attribuisce ad Oggiona la sede comunale, mentre a Santo Stefano
la parrocchia.
Nel 1725, alla Confraternita venne unita quella, appena fondata, del Santissimo
Sacramento, ma le leggi persecutorie di stampo illuministico promulgate
dall’imperatore Giuseppe II soppressero la società.
Il culto continuò comunque anche dopo l’invasione francese
e nel 1798 venne deliberata la costruzione di nuove balaustre e di un altare
per la cappella della Madonna all’interno della chiesa parrocchiale.
Il territorio comunale si è trasformato divenendo sede di importanti industrie nei campi della meccanica di precisione, tessile plastico e metallurgico, offrendo lavoro anche ad immigrati di altre regioni d'Italia.