
Zona che occupa la parte centrale della provincia.
Completamente collinare, ricca di verde con la parte occidentale che si
estende verso il lago di Varese.
La fortunata posizione geografica di Azzate consente al visitatore di godere
del panorama offerto dalla natura circostante, tra cui lo specchio
d’acqua sul quale il paese si affaccia, ovvero il Lago di Varese.
L’occhio non ancora del tutto appagato può allora fermarsi
a contemplare le dolci Prealpi, per poi proseguire verso le più
lontane e imponenti Alpi, che si stagliano sullo sfondo di questo
quadro naturale.
Bodio Lomnago è un comune che copre una superficie di modeste dimensioni,
ma è sicuramente un luogo affascinante, con le sue soffici collinette
che guardano sui verdi prati sottostanti e sul Lago di Varese. In passato,
Bodio e Lomnago costituivano due comuni rimasti autonomi fino al 1927, per
poi essere uniti con il nome di Lomnago e assumere l’attuale denominazione
nel 1946.
Cazzago Brabbia è un piccolo comune situato sul versante
meridionale del Lago di Varese ed è ricco di attrattive, tra
cui la riserva naturale Palude Brabbia, tre antiche ghiacciaie
e poi, naturalmente, il lago. Come per tutte le località che
si affacciano sul lago, da questo, anche Cazzago Brabbia ne ha tratto sostentamento,
grazie all’intensa e proficua attività di pesca, condivisa
con la prospiciente Calcinate del Pesce.
Inarzo si trova, immersa nel verde, adiacente la Palude Brabbia (oasi
naturale della LIPU), a pochi chilometri da Cazzago Brabbia e da Bodio Lomnago.
Quì ha sede il Centro visite della Palude Brabbia.
Fin dal secolo XVI erano state avanzate proposte per il prosciugamento
della Palude, al fine di evitare le malattie derivanti dalla vicinanza
con la zanzara anofele, che prolifera nell’ambiente umido, e di ricavarne
terreno agricolo che, per la presenza della torba, si sarebbe rivelato particolarmente
fertile.
Il paese si distende su due rilievi, uno dei quali è rivolto
verso la pianura di Castronno e il Lago di Varese, mentre l’altro
volge verso il panorama collinare che conduce alle alture del Campo dei
Fiori, offrendo un colpo d’occhio di notevole bellezza.
Della storia di Buguggiate si hanno solo pochi frammenti, che alcuni studenti
stanno cercando di unire con una ricerca condotta sui documenti dell’archivio
parrocchiale.
In posizione centrale all’interno della provincia, vicino ai laghi
di Varese e di Comabbio, il paese sorge sopra alcune alture distanti
fra di loro, dalle quali si domina anche il Lago Maggiore.
La parrocchia di San Biagio, forse fondata nella seconda metà
del secolo XVII, viene citata nel 1723.
Il territorio di Casale, nel 1725, era formato dai campi e dagli abitati
di Inarzo, Tordera e Bernate, che si basavano su un’economia agricola
La posizione geografica del paese, all’incrocio tra le strade che
dividono la Valle Strona dalla Valle Arnetta, sembra essere all’origine
del toponimo, che viene fatto derivare dal latino Crux–crucis,
sebbene l’antica lingua longobarda denominasse Croeus anche il sentiero
di montagna scavato dall’acqua; questa definizione potrebbe avere
influito sulla genesi del nome e della denominazione “della Valle“
di Crosio, così come anche la voce latino–medioevale Crosa,
che indicava una via infossata.
Piccolo comune situato sulle alture sud–orientali del Lago di Varese,
Daverio ha un’origine preistorica attestata dal ritrovamento,
presso la palude Pustenga, di un villaggio palafitticolo e di una serie
di utensili in pietra.
Nel centro di Daverio si trova anche la chiesa di Santa Maria Assunta;
in stile romanico, risalente al XI–XII secolo, restaurata nel 1936.
Un piccolo comune, con un gruppetto di antiche case poste
su una collinetta che dà sulla sponda meridionale del Lago di Varese,
immerso in un verde non infastidito da troppi edifici. Questo borgo
è Galliate Lombardo. Il ritrovamento di una tomba romana, presso
la località Vigna Lunga, sta ad indicare che questa zona era abitata
sin da tempo antico.
Situato sulla strada che Varese porta a Vergiate, il comune di Mornago
è composto dalle frazioni di Crugnola, Montonate e Vinago che, comuni
autonomi fino al 1869, vennero uniti al comune di Mornago con Regio Decreto
del 14 febbraio di quell’anno.
La chiesa di San Michele è ancora oggi la parrocchiale, ma
sembra non derivi da quella medioevale, bensì sia stata costruita
nel XV secolo, come si può evincere dallo stile barocco.