Il calendario delle manifestazioni è consultabile sul sito della Pro Loco di Dumenza
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A nord della provincia di Varese si può incontrare il Monte Colmegnino, che separa la Valle Cortesel e la Valle del Rio Colmegnino. Queste due formano la Valle Dumentina, il territorio ospitante il comune di Dumenza.
Un tempo, durante il medioevo, il centro di Dumenza faceva parte del feudo della Valtravaglia, mentre l’attuale frazione di Runo era compresa nel feudo delle Quattro Valli. In seguito i due domini divennero unico territorio prima sotto l’autorità della famiglia Rusca, e poi, nel 1583, della famiglia Marliani. Nel 1694 però ci fu una scissione dei possedimenti, con l’attribuzione della Valtravaglia ai Meriggia, mentre le Quattro Valli passarono di mano ai Crivelli, tantoché questi territori rimasero comuni autonomi fino al 1928.
Del comune di Dumenza fa parte anche la frazione di Due Cossani, oltre a quella di Runo, territori ampiamente sfruttati per l’allevamento del bestiame. Oggigiorno il visitatore può incontrare le caratteristiche baite, o parte di esse, che costituivano i numerosi alpeggi di un tempo, ove i dumentini conservavano i capi di bestiame e il fieno.
Erano numerosi i rifugi costruiti con enorme fatica dai pastori: l’Alpe Mirabelle (661 m), posta in una stupenda e pacifica posizione riscaldata dal sole; l’Alpe Cortesel (708 m), costruita tra il 1750 e il 1820 dalla famiglia Dellea; l’Alpe Chedo (885 m); gli Alpetti di Runo (916 m); l’Alpe Pianelle (927 m), un tempo Alpe Boraina; l’Alpe dei Giani (940 m), posseduta dalla benestante famiglia Giani; l’Alpe Bois o Bovisio (960 m), di proprietà comunale; l’Alpone (980 m), oggi interamente ristrutturata, nel rispetto delle strutture fondamentali; la storica Alpe Pragaletto (990 m), di cui si rintracciano notizie dal 1873 e che venne adibita a caserma della Guardia di Finanza e della Milizia e quindi, nel 1966, mutata a colonia montana, la Sodalitas Varesina; l’Alpe Morandi (1015 m), di appartenenza alla famiglia Morandi, nel 1850; l’Alpe Prato Bernardo (1095 m), ancora attiva fino a trent’anni fa, con alle spalle il Monte Lema; l’Alpe Fontana (1142 m), che guarda sul Lago Maggiore; l’Alpe Pradecolo (1184 m), le cui baite oggi costituiscono un rifugio-albergo e abitazioni per le vacanze; l’Alpe Pian di Runo (1332 m), un tempo di dominio comunale. Infine vi sono l’Alpe di Dumenza (1400 m), la più elevata della Valle Dumentina e il Roccolo, a 793 metri di altitudine. Quest’ultima è l’unico alpeggio al presente abitato, sede di un agriturismo.
Sorgono numerosi edifici religiosi. La chiesa parrocchiale di Dumenza
(oggi dedicata all’Immacolata), era un tempo il Collegio delle Orsoline,
che venne chiuso attorno alla metà del 1800 e poi ristrutturato da
Giorgio Stringelli nel 1848. Questa chiesa viene tuttora chiamata "giesa
di monic", "chiesa delle monache", appunto in riferimento
all’antico convento.
Inoltre vi sono la chiesa della frazione di Runo (dedicata a San
Giorgio, di origine romanica e ricostruita nel XV secolo); il santuario
di Trezza che venne visitato da San Carlo Borromeo e consacrato nel
1526 (oggi è dedicato alla Madonna Assunta); la piccola chiesa
dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, innalzata nel 1930 a Pradecolo,
ove sorgeva l’alpeggio.
L’economia del paese è sorretta principalmente da un’unica industria, la Torcitura Valdumentina, a cui si aggiungono gli introiti derivanti dal pendolarismo verso la Svizzera e verso i paesi limitrofi più estesi, come Luino.
È la frazione più importante di Dumenza sia sotto
l’aspetto artistico che sotto quello religioso. Qui, sorge la chiesa
di San Giorgio, punto di riferimento dei religiosi locali, con un meraviglioso
ed altissimo campanile in stile romanico.
Appesi alle facciate delle case, tra gli stretti vicoli, vi sono numerosi
affreschi di pittori contemporanei, che rendono la frazione una “galleria
dell’affresco all’aperto”.