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Comune posto ai confini tra la Valtravaglia e la Valcuvia.
Attraversato dal torrente Grantorella, il comune di Grantola è posto su un territorio formato da due zone diverse per la morfologia del terreno; la zona est, a bassissima densità abitativa, è ricca di vegetazione, mentre la zona ovest è prevalentemente adibita alla coltivazione agricola.
Sono presenti, nelle vicinanze del Municipio, tracce di antiche fortificazioni,
tuttavia le prime notizie storiche risalgono a non prima del secolo XII.
Solo la chiesa di San Pietro, adiacente il cimitero, sembra risalire
ad un periodo anteriore poichè viene annoverata nella struttura della
pieve di Bedero Valtravaglia, ma è probabile che l’attuale stato
dell’edificio non sia quello primitivo e risalga ad una ricostruzione
appunto del XII secolo.
I lavori di restauro cui è stato dato avvio dovrebbero riportare alla luce
testimonianze più sicure sulla datazione della costruzione.
Divenuta libero Comune, Grantola venne retta da due consoli fin dal 1217
e fu solo nel 1233 che, a causa dei debiti contratti, i signori Da Mandello,
proprietari della maggior parte delle terre, furono costretti ad alienarle,
insieme ai propri diritti di Signoria, in favore di Guido e Tisio, figli
di Pilliziario, feudatario imperiale di Maccagno.
Da questi, i diritti e i fondi passarono nel 1263 a Napoleone Della Torre.
Sconfitti i Della Torre ad opera dei Visconti, i territori divennero dominio
della famiglia Rusca, che divise il feudo della Valtravaglia in cinque zone,
dette Squadre, assegnando Grantola alla Squadra di Mezzo, che estendeva
i propri confini fino al paese di Pino.
Con il passaggio del Ducato di Milano agli Sforza e con la morte di Francesco,
ultimo esponente di questa famiglia, i Sessa, originari del Malcantone,
presero possesso della Valtravaglia fino al 1526, quando Carlo V, re di
Spagna, la riscattò.
Fu la famiglia dei Marliani ad essere definitivamente investita del feudo
dall’Imperatore di Spagna nel 1583 e Grantola passò a Ruggero
Marliani.
Di quel periodo, segnato nella vita religiosa dall’opera di San Carlo
Borromeo, rimane l’antica chiesa parrocchiale a lui dedicata, la cui
facciata venne edificata nel 1618 su un progetto di Francesco Maria Richini.
Costruita negli anni ’50 e ’60 la nuova chiesa parrocchiale
dei Santi Pietro e Paolo, il luogo di culto precedente è caduto in
disuso e la maggior parte delle suppellettili sacre venne trasferita, così
come l’altare e l’organo, nel nuovo edificio.
L’organo, restaurato nel 1976 dopo essere stato sottoposto alle incurie
del tempo, pur essendo nelle sue strutture principali settecentesco, non
fu custodito a Grantola che dal 1928, quando la parrocchia lo acquistò dalla
chiesa di Sacconago.
Unita nel 1927, dopo la costituzione della provincia di Varese, ai comuni
di Montegrino e Bosco Valtravaglia, Grantola ha riottenuto la sede comunale
nel 1957.
Le risorse economiche che si stanno maggiormente sviluppando sono rappresentate dal turismo e dall’artigianato, specialmente nei settori della tessitura, delle materie plastiche, dell’elettronica e dell’edilizia.