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Luino


Come raggiungere Luino

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Luino

Fonte: I testi sono tratti da:

    Autore: Marco Invernizzi e Andrea Morigi
    Titolo: “I comuni della provincia di Varese”
    Casa editrice: Edizioni Del Drago
    Anno di pubblicazione: Milano, 1992

I testi sono stati modificati e adattati per le esigenze del sito mantenendo invariate le qualità delle informazioni.


Luino (Lago Maggiore), porticciolo (1)
Foto 1: didascalia
Luino (Lago Maggiore), porticciolo

Caratteristiche del territorio

Cenni storici

Luino, una ridente cittadina affacciata sulle azzurre acque del Lago Maggiore e circondata da dolci e verdi colline, offre una eterogenea ricchezza al visitatore: dalle spiagge ai boschi, dalle specialità culinarie alle bellezze artistiche ricche di storia.

Le origini di Luino risalgono infatti a molto, molto tempo fa. Nel 1882, durante i lavori per la realizzazione della ferrovia Novara – Pino Lago Maggiore, venne alla luce una necropoli che permise di datare i primi insediamenti attorno al X secolo a.C. Dagli scavi emersero delle urne cinerarie rinviabili alla cultura dei Campi d’Urne e una cuspide di lancia dell’età del bronzo, sulla quale sono incise alcune decorazioni che lasciarono supporre la presenza di pescatori o pastori del periodo della prima discesa dei Celti. Tra gli altri ritrovamenti archeologici sono state rinvenute delle monete dei periodi degli imperatori romani Massimino Pio (235-238), Aureliano (270-275), Massimiano (284-308), Costantino (306-337) e Costante (333-350).

Luino (Lago Maggiore), monumento ai marinai luinesi (2)
Foto 2: didascalia
Luino (Lago Maggiore), monumento ai marinai luinesi

La storia di Luino però si dipana con più chiarezza solo dal X secolo d.C. In questo periodo sul territorio luinese si consumarono sanguinose guerre tra le popolazioni ungare dei Berengari e di Ottone I, tanto da ridurre alla fame le genti della Valtravaglia. Solo tra i secoli XI e XII (quando, tra l’altro, apparve per la prima volta il nome “Luvinum”) si poté avere una ripresa delle condizioni di vita di questi popoli, testimoniata dalla costruzione di numerosi luoghi religiosi, tra cui spiccano la chiesa plebana di Bedero e la chiesa di San Pietro a Luino, il più antico edificio sacro del comune. A questi si aggiunge anche il Santuario della Madonna del Carmine, edificio di pregevole realizzazione, di opera Carmelitana.

È con il XIX secolo che Luino vive un grande sviluppo, in particolare dal 1882, data della costruzione della stazione ferroviaria della linea Bellinzona-Novara-Genova. A testimonianza di questa fase di prima industrializzazione si ebbe anche la fondazione, nel 1885, della Banca Popolare, che fornì supporto economico all’avvio di parecchie attività industriali, meccaniche, chimiche e tessili, a tuttoggi presenti sul territorio.

Luino (Lago Maggiore), il porto (3)
Foto 3: didascalia
Luino (Lago Maggiore), il porto

Dell’incantevole posizione geografica di Luino, accoccolata tra le colline e il lago Verbano, ne hanno parlato diversi letterati, da Piero Chiara (1913-1987, natìo di Luino) e Vittorio Sereni (1913-1983, anche lui nato a Luino) sino a Ernest Hemingway, il quale così descrive la cittadina nel suo romanzo romanzo Addio alle armi: ”Vidi uno spacco cuneiforme tra le montagne sull'altra sponda e pensai che doveva essere Luino”.

È la natura il punto di forza di Luino, in cui il visitatore può trovarvi tutto ciò che desidera: essa abbraccia il lago ma tende la mano anche al Monte Bedea, alle Brughiere e all’entroterra di Colmegna. Il turista può intraprendere una passeggiata sui monti o indugiare sul lungolago fino a giungere al porticciolo, per poi fermarsi a gustare le specialità culinarie luinesi, come il lavarello carpionato, servito freddo come vuole l’antica ricetta.
Sarebbe poi una sfortuna mancare allo storico mercato del mercoledì, istituito grazie a una concessione di Carlo V nel 1541. Si tratta di un appuntamento imperdibile, per il quale giungono numerosissimi compratori stranieri, raggiungendo talvolta la cifra di trentamila.

Principali attrattive

La chiesa di San Pietro e Paolo
Luino (Lago Maggiore), chiesa di San Pietro e Paolo (4)
Foto 4: didascalia
Luino (Lago Maggiore), chiesa di San Pietro e Paolo

Il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, del 1398, menziona questa chiesa, che è il più antico edificio religioso del comune di Luino. Il libro cita anche le altre chiese di San Cristoforo e San Zenone, oggi però non più presenti. L’antichità della chiesa di San Pietro è stata anche appurata dagli scavi eseguiti nel 1969, che hanno permesso di rilevare la presenza di un’abside preromanica e di primitive opere murarie, lasciando ipotizzare che la costruzione sia stata innalzata su di una precedente, anteriore all’XI secolo. Caratteristica romanica della chiesa attualmente è solo la torre campanaria.

L’interno della chiesa ospita numerose opere d’arte, tra cui un affresco restaurato decenni orsono, situato nella cappella della Beata Vergine. Di alto valore storico-religioso è il ritratto del frate carmelitano luinese Jacopo (o Giacomo, a seconda delle trascrizioni), posto tra quello di San Giuseppe e della Santa Vergine nell’affresco raffigurante l’Adorazione dei Magi, attribuito a Bernardino Luini. Il frate Jacopo fu particolarmente attivo nel territorio di Luino, tantoché vi fece costruire il Monastero del Carmine, nel 1477. Le sue spoglie sono tuttora conservate all’interno della chiesa di San Pietro, e nel passato vennero visitate da due delegati del cardinale San Carlo Borromeo, precisamente nel 1569, a testimonianza delle numerose intercessioni attribuite a Jacopo durante la sua vita e dopo la sua morte, tanto da suscitare appunto la devozione e l’ossequio delle autorità ecclesiastiche.

Il Santuario della Madonna del Carmine
Luino (Lago Maggiore), Santuario della Madonna del Carmine (5)
Foto 5: didascalia
Luino (Lago Maggiore), Santuario della Madonna del Carmine

Era enorme l’affetto di cui frate Jacopo godette durante la sua vita, da parte delle popolazioni luinesi e da quelle confinanti di Voldomino e Germignaga, le quali desideravano avere più vicino a loro il Santuario della Madonna del Carmine, che stava per essere fondato. Per non scontentare nessuno, delegò la decisione alla Divina Provvidenza, lasciando in libertà due giovenche: ove si fossero fermate, egli avrebbe costruito l’edificio. Per una coincidenza, il luogo prescelto era il terreno donato da Jacopo prima della sua entrata nell’ordine dei Carmelitani. Egli però non vide completato il monastero, che venne costruito a più riprese, prima grazie agli aiuti economici della duchessa reggente Bona di Savoia, vedova di Galeazzo Maria Sforza, in seguito, al probabile appoggio dei Rusca di Como, a cui la Valtravaglia era passata in feudo nel 1438. Oggi infatti è ancora possibile notare le insegne ruscone sul portale di pietra arenaria rossastra. Tali insegne appartengono a Giovanni Rusca, che fu conte alla fine del Quattrocento, il che lascia supporre che il santuario sia stato terminato prima dell’inizio del Cinquecento.

Sono le parti aggiunte attorno al 1655 quelle che danno maggiore forma al santuario, e che sono oggi le più vistose: le due cappelle dedicate alla Madonna del Carmine e alla Passione di Gesù; il pulpito e i confessionali in legno eseguiti dello scultore varesino Bernardino Castelli, nel 1687.
Questi elementi, unitamente agli esterni, sono stati restaurati dai lavori del 1987, che li hanno riportati all’antico splendore, ma che hanno consentito persino di portare alla luce affreschi e pitture prima di allora nascoste a causa del degrado in cui versava il santuario sin dal 1779. In quell’anno infatti il convento venne chiuso dietro ordine di Giuseppe II e, i terreni, di proprietà di Ruggero Marliani fino al 1773, furono messi all’asta e poi acquistati dal conte Crivelli. Sebbene la chiesa rimase in funzione, il santuario venne quindi abbandonato dai Carmelitani, e solo in seguito incluso nell’ambito parrocchiale, di cui fa tuttora parte.

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