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Conosciuta da tutti come "La Città giardino" per via del verde e dei numerosi parchi presenti. Il territorio spazia da ambienti lacustri a quelli montani.
Cuore di Varese; ne conserva il fascino, la storia, la cultura e l'architettura.
I portici di Corso Matteotti, i Giardini Estensi del Palazzo Comunale,
Piazza Monte Grappa con la torre campanaria, il Broletto, la Basilica di
San Vittore con il campanile del Bernascone, la sagra del Falò di
Sant'Antonio, sono solo alcuni esempi di una Varese ricca di attrattive
da non farsi mancare.
Il quartiere, che si trova a ridosso del Centro Storico, si divide in due
frazioni: Biumo Inferiore e Biumo Superiore.
Biumo Inferiore è la parte più storica con vicoli stretti
e negozietti; il monumento principale è senza dubbio la Chiesa
della Madonnina in Prato.
II prospetto della chiesa, compiuto tra il 1678 e l'86 é tra i piú
raffinati dell'architettura prodotta in Varese.
La facciata, per tutta la profonditá del suo portico è databile
all'etá tardo gotico-lombardo, circa alla metá del sec. XV.
Da Varese, lungo tutto viale Borri, sulla starda che porta verso Tradate,
si giunge a Bizzozero, un rione che pare piuttosto un piccolo borgo.
La piazza Sant’Evasio é, tra quelle del Borgo e degli
altri quartieri di Varese, la piú integra dal punto di vista architettonico,
composta di abitazioni di varia etá, come ad esempio una casa d'abitazione
orlata dai caratteristici cotti trilobatí tipici del gotico lombardo
di fine sec. XV; dalla parte di contro, una dimora cinquecentesca,
con svettante solitaria torretta, dei Bizzozero.
Quartiere adiacente al Centro Storico, nella parte nord - ovest, sulla strada
che porta verso il Viale Europa e verso il Lago di Varese.
Casbeno, castellanza che piú delle altre ha perduto la sua fisionomia
originale.
Monumento principale del quartiere è senza dubbio Villa
Recalcati, attuale sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale.
Rione posto a nord di Varese sulla starda che porta verso Casciago.
Soprannominata anche "cittadina dello sport"; Masnago è
centro importante di carattere storico / culturale, vista la presenza dal
Castello all'interno del quale ha sede un importante Museo d'Arte
Moderna e Contemporanea.
La chiesa di maggior interesse è la Chiesa dell'Immacolata,
eretta nel 1726. Altro edificio di notevole importanza architettornica è
il Palace Grand Hotel, esemplare testimonianza dell'architettura liberty.
Frazione situata a nord di Varese sulla strada che porta a Brinzio.
Immersa completamente nella natura offre al visitatore l'opportunità
di stare lontano dal traffico cittadino e di stare a contatto con la natura.
Rasa é un agglomerato rurale di spettabile antichitá, certamente
abitato in etá romana.
La chiesa Parrocchiale è dedicata a Santa Maria degli Angeli.
Rasa è nota anche per le sorgenti del fiume Olona.
Borgo di ineguagliabile bellezza (Patrimonio Mondiale dell'Unesco)
situato a 880 m.s.l.m.
Di primaria importanza dal punto di vista naturalistico, religioso e
architettonico.
La collina su cui è posto si trova a nord di Varese nel gruppo
del Campo dei Fiori.
E' raggiungibile attraverso auto, autobus di linea, funicolare, ma per meglio
comprendere la località è imperdibile il percorso della Via
Sacra da affrontare piedi.
La Via Sacra è composta dalle 14 Cappelle del Santo Rosario
aventi dimensioni ragguardevoli con al loro interno statue a grandezza naturale.
Principale località turistico-balneare del comune di Varese.
Nella piccola frazione troviamo spazio verde (Parco Zanzi) per lo svago
con un fornitissimo parco giochi per i più piccoli; il lungolago
da dove lo sguardo può spaziare a 180° con uno splendido panorama
sulle Alpi.
Alla Schiranna ha sede la gloriosa Canottieri Varese e una notissima casa
motociclistica.
Quartiere posto a nord di Varese.
Il suo simbolo è senza ombra di dubbio la Torre medioevale
che dal basso si vedeva salire contro monte, baluardo del borgo, porzione
di un recinto fortificato, sentinella del Monte de Vellate, esteso fino
a Santa Maria del Monte.
Dalla muratura risulta attribuibile all'etá romanica, circa
al maturo XI se non al XII secolo.
Monumento religioso di assoluto valore storico è l'antichissima
chiesa di San Cassiano.
Quartiere posto a sud di Varese, lungo la via omonima che porta verso
la Tangeziale di Varese. Alla fine del viale Belforte, sulla sinistra, isolato,
sta il Castello in fase di restauro.
Un tempo di proprietà dei Biumi, fu eretto probabilmente, nei
sec. XV-XVI.
Di quell'epoca sono riconducibili la porzione di casa-torre, e quella
contrapposta, che conserva il portale originale con stemma dei Biumi
(sec. XVI).
Quartiere situato sulla strada che conduce verso il Lago di Varese attraversando
Casbeno.
A Bobbiate, non vi sono monumenti di grande rilievo l'attuale parrocchiale,
progettata dall'arch. Bruno Ravasi (la prima pietra fu posata nell'ottobre
del 1962), sta, in parte, sull'antica, dedicata a San Vittore, poi
a San Grato non contiene testimonianze d'arte.
Degna di nota, anche se assai mal ridotta, la cappelletta-ossario, settecentesca.
Quartiere che sitrova all'uscita da Varese sulla strada che porta verso
l'Autostrada per Milano.
Monumento di notevole rilevanza è la chiesetta di Sant'Imerio,
edificio d'età romanica (sec. XI), antica parrocchiale dedicata
prima a San Michele (rimontante almeno ad etá longobarda), poi a
Sant'Imerio.
Sono presenti preziosi affreschi del maturo gotico internazionale (sec.
XV).
Quartiere, isolato, a nord di Varese poco distante da Sant'Ambrogio.
Immerso nel verde della natura il borgo si presenta con le tipiche
caratteristiche di un centro rurale, oggi ridotto a residenza di poche famiglie.
Interessante il nucleo originale di case con corte, dei secc. XVII-XVIII.
La sua posizione offre al turista escursioni facili, in particolare
nei periodi caldi, sulle montagne circostanti (Martica e Chiusarella).
Quartiere formato da due frazioni: Calcinate Inferiore e Calcinate Superiore.
Calcinate Inferiore è la frazione che si estende verso
il Lago Di Varese, mentre la frazione di Calcinate Superiore si estende
verso la collina in direzione di Morosolo.
Calcinate del pesce, la cui parrocchiale, dedicata ai Santi Nazaro e
Celso (sec. XIX) contiene due tele degne di nota: una di San Giovanni
Battista, di anonimo ma valido pittore dei primi del Settecento, di estrazione
ligure-emiliana; l'altra del Cristo che, secondo Isaia, diviene torchiatore
(sec. XVI-XVII).
Gruppo montuoso, con la massima altitudine posta alla Punta di
Mezzo a 1226 m.s.l.m., che domina la pianura e le valli varesine.
Parco Regionale protetto affre al turista impareggiabili passeggiate
immersi nella natura, tra boschi che cambiano al variare dell'altitudine.
Da diverse zone è possibile godere di panorami mozzafiato
che vanno dalla pianura alle Alpi Piemontesi, fino alle Alpi Svizzere.
Quartiere posto nelle vicinanze del Lago di Varese, raggiungibile
scendendo da Cartabbia.
Si tratta di un antico insediamento, famoso per un'importante abbazia, oggi
derelitta. Composto da antiche case, l'edificio religioso più
importante è la parrocchiale, dedicata alla SS. Trinitá.
L'edificio si presenta rispetto l'originalità, a partire dal prospetto
nel quale risalta di originale soltanto un modesto portale rettilineo secentesco.
Quartiere posto a Sud - Ovest di Varese sulla strada che porta verso Buguggiate
e verso Capolago.
La parrocchiale, che conserva il titolo antico con l'aggiunta di
San Giacomo, fu eretta nel 1909 - 1911 dall'ing. Paolo Cantú;
il campanile é del 1933 (ing. Mario Cantú).
In via Gasparotto, in direzione Buguggiate troviamo sulla destra la chiesetta
di Loreto, dei Padri Serviti.
Quartiere posto adiacente alla zona delle stazioni ferroviarie sulla starda
che porta verso Bizzozero attraverso Via Carnia.
La parrocchiale, dedicata a Sant'Ambrogio, eretta nel 1740
ma rifatta, tra il 1907 ed il '12 dall'arch. Formenti, compiuta nel 194
è l'unico edificio religio di nota.
Degne di nota, nella zona Ospedaliera, la Villa Tamagno, fatta rifabbricare
tra il 1839 ed il 1841 e Villa Augusta, nelle vicinanze della chiesa
parrochhiale, ora sede della azienda Aspem.
Quartiere posto nella zona inferiore di Varese.
Lo si raggiunge attraversando il Torrente Luna, per chi proviene da Varese
dopo Calcinate degli Origoni.
Per che proviene dal Lago di Varese dopo la deviazione per la schiranna
in direzione nord, dirigersi in direzione Masnago.
La chiesa, rimodernata nella facciata, mosaicata, dedicata a San
Carlo, rimonta nella sua parte piu antica: quella absidale, al sec.
XVII.
Rione, posto a nord di Varese, sulla strada che conduce verso Rasa e Sacro
Monte, formato da tre nuclei abitativi principali: Sant’Ambrogio,
Fogliaro e Olona.
Contiene, assai poco conosciuta perché lontana dal traffico automobilistico,
antica chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio, di etá
romanica (sec. XII). Fuori dall’abitato in direzione di Induno
Olona Villa Toeplitz, progettata nel 1901 dall’ingegner Alfredo
Speroni, con meraviglioso giardino "all'italiana".
Quartiere posto a sud di Varese sulla strada (Viale Borri) che porta a Bizzozero.
Monumento religioso di maggiore importanza è la chiesetta di Santa
Maria Maddalena.
Dal prospetto semplice, segnalato da un forte, ben modanato portale in
pietra (sec. XVII).
Al suo interno bella pala col Cristo ortolano, attribuita a Francesco del
Cairo, nel momento post-morazzoniano.
Le case adiacenti sono di etá medioevale.
Quartiere situato nella parte orientale di Varese, a confine con Induno
Olona.
E' raggiungibile attraveso il quartiere Valle Olona oppure prendendo la
starda in direzione Induno Olona.
Il Santuario, edificio religioso di maggior pregio, è visibile
tra le abitazioni, ben curato e sagomato.
Dal ridotto sagrato antistante, che costrtuisce un notevole balcone su Biumo
Inferiore, su Varese.
II portale, del sec. XVII, costituisce forse testimonianza dell'edificio
precedente.
Quartiere posto a sud di Varese. Lo si incontra indirizzandosi verso Induno
Olona, proveniendo dalla Tangenziale di Varese.
Dal punto di vista storico e architettornico Valle Olona non offre
particolari monumenti.
L'unico edificio religioso presente nella zona è rappresentato dalla
Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant'Agostino.
Varese non è soltanto la “città giardino” o la “Versailles di Milano”, ne semplicemente una cittadina di elevato benessere, insensibile ad altre tematiche che non siano il lavoro o il guadagno. Varese ha una sua storia che affonda nell'antichità e che merita di essere conosciuta anche per capire la mentalità del Varesino, o “Bosino”, di oggi. II nucleo originario della città, conferisce alla pianta topografica la caratteristica struttura ovoidale. Collocata in posizione splendida per la ricchezza della vegetazione, circondata da sette colli, simili ai più famosi di Roma, che sono Biumo Superiore (m 439), Giubiano (m 407), S. Pedrino (m 402), S. Albino (m 406), Montalbano (m 411), Campigli (m 453), Miogni (m 492); sulle colline sono poi stati costruiti alcuni borghi, chiamati le Castellanze di Varese: Giubiano, Bosto, Belforte, Casbeno, Biumo Inferiore, Biumo Superiore e Cartabbia. Durante il periodo del Seprio, prima di emergere come il borgo più importante del territorio, lascia poche tracce. Per la verità vi sono testimonianze di forme di vita e di civiltà precedenti l'epoca longobarda, come quella dei palafitticoli, che abitarono per primi nella zona sulla riva del lago, oppure della presenza romana sul territorio. Un castrum, questo di età romana, si trovava anche a Velate, un tempo centro importante sia strategicamente che per la salita al Sacro Monte, e divenuto poi frazione del comune di Varese. Rimane posteriore a quel periodo, una Torre, residuo delle fortificazioni del limes prealpino. La sua costruzione risalirebbe al periodo tra il X e l'XI secolo e nonostante le ingiurie del tempo e i crolli avvenuti, che ne hanno lasciata intatta solo la parete rivolta ad est, resta imponente. L'agricoltura, che rappresenta durante il XVII secolo la gran parte dell'attività economica popolare, garantisce una produzione di cereali, ortaggi, mais e vino tale da consentire, oltre alla sussistenza degli abitanti, anche al mercato cittadino di svilupparsi. Dalle risorse alimentari del Varesotto nasce anche una cucina tipica, seppur non famosa, che sfrutta i prodotti più comuni sposandoli insieme con fantasia. L'abbondanza di pesce è da sempre una peculiarità di Varese e del suo territorio e ha costituito, assieme alla cacciagione e alle lumache, un bene di scambio molto richiesto dai centri vicini, in particolare Milano. Gli abitanti delle zone limitrofe, coloro che iniziarono la tradizione della villeggiatura sui laghi, hanno avuto senz'altro modo di apprezzare le specialità gastronomiche del luogo e di diffonderne la fama nelle proprie città d'origine. Varese, da sempre abituata all'interscambio culturale con stranieri e forestieri, conserva però, anche nella cultura materiale, un patrimonio non intaccato, bensì arricchito dalla circolazione e dal commercio. Varese riesce a non essere infeudata fino al 1765, quando diventa signoria, sino al 1780, di Francesco d'Este, duca di Modena, sposato in seconde nozze con la contessa Teresa Castelbarco, di antichissima nobiltà varesina, il cui ducato era entrato a far parte delle terre di casa d'Austria attraverso il matrimonio della sua unica figlia con uno dei discendenti dell'imperatrice Maria Teresa. In cambio, il duca accetta il feudo di Varese, senza diritto di successione, e il governatorato di Milano, che peraltro assumerà soltanto come titolo onorifico. Non avendo egli diritto alla successione, il governo di Francesco d'Este è soltanto una breve parentesi della storia varesina, comunque sufficiente per applicare nella città, dove si trasferisce dal 1766, le riforme teresiane e per far costruire nel centro della città il Palazzo Estense, detto un tempo «la Corte» e ora sede del Municipio, con i contigui Giardini Estensi, oggi parco pubblico e magnifico esempio di giardino principesco italiano. I giardini danno accesso a Villa Mirabello, che ospita il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico e collezioni di Storia naturale. Varese e i paesi limitrofi saranno teatro di alcune delle principali azioni di guerriglia di Giuseppe Garibaldi e delle sue colonne, (a Luino e a Morazzone). Nel 1927, durante il regime fascista, Varese viene elevata al rango di capoluogo di provincia, soprattutto per ragioni politiche, in considerazione della vicinanza con la frontiera svizzera. Anche l'aspetto urbanistico della città muta e un intero quartiere del centro viene raso al suolo, mentre al suo posto, nel 1935, sorgerà l'attuale piazza Monte Grappa. Negli ultimi anni un rifacimento più profondo si è verificato a livello della struttura edilizia nella parte a sud di Varese, in funzione dell'accresciuto ritmo del traffico. Rimangono pressoché intatte alcune zone del centro storico, come Corso Matteotti, con i suoi portici, i negozietti ed il mercatino di artigianato che, ogni prima domenica del mese, vede la presenza di migliaia di visitatori.





