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Uscendo da Milano lungo la strada statale n. 233 che raggiunge Varese,
si incontra Caronno Pertusella, il primo comune della provincia di Varese.
Con la pianura milanese Caronno Pertusella condivide il clima e le caratteristiche
del territorio, ma soprattutto lo sviluppo industriale e commerciale,
grazie alla presenza nell’ambito del comune di numerose aziende operanti
nei settori più diversi.
Di Caronno, la frazione più estesa e abitata del comune, si ha già notizia
in epoca romana, quando viene indicata con il termine Callaonnum, che forse
si riferisce ai caloni, i servi militari che trasportavano le armi e i viveri
delle truppe romane.
Le prime informazioni relative al comune sono così legate all’epoca
romana, anche se molto probabilmente la cosiddetta “civiltà di Golasecca”,
verso il 1000 a.C., aveva raggiunto i luoghi dove oggi sorge Caronno.
Con la caduta dell’impero romano, la strada che unisce Milano a Bellinzona
attraversando Varese diventa passaggio “obbligato” per i popoli
barbari che entrano nel nord dell’Italia, e così anche Caronno
conosce gli stanziamenti di queste nuove popolazioni.
In particolare, il paese conosce dopo l’anno 569 la dominazione longobarda,
per entrare quindi a far parte del contado del Seprio.
In questi anni il nome del paese viene modificato da Calaonnum (come appare
da una donazione avvenuta nel 903 a beneficio del monastero di sant’Ambrogio
di Milano) in Kalonno (come invece è scritto in un documento di vendita
di terreni del 1095) e quindi diventa Calono nel 1116 e finalmente Caronno
nel 1136.
In questo periodo in Caronno si trovavano tre chiese, come specifica il famoso cronista dell’epoca Goffredo da Bussero, una fonte che ricorre continuamente nella storia ecclesiastica e civile di quell’epoca, che nel suo Liber Sanctorum Mediolani ricorda appunto come nel XII secolo vi fossero a Caronno la chiesa dedicata a Santa Maria e quelle dedicate a San Pietro e a Santo Stefano.
Procede anche lo sviluppo economico del paese, caratterizzato, all’inizio
del XVII secolo, dalla presenza di alcune filande, informazione che si può
evincere dalle prime offerte di seta verificabili in alcuni documenti di
compravendita del tempo.
Nello stesso secolo, e precisamente nel 1649, Caronno Pertusella cessa di
far parte del feudo di Gallarate per diventarlo della famiglia di Giorgio
Rainardi.
La scarsa predisposizione del terreno alla coltivazione favorisce, a
cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, la crescita dell’attività
industriale, con la presenza di un soggetto intermedio, il contadino–tessitore.
La tessitura diventa così la prima attività industriale praticata
nella zona e contribuisce alla trasformazione del paese verso una netta
e precoce predominanza della vita industriale su quella agricola, permettendo
fra l’altro di sfruttare al meglio la collocazione del comune in un
luogo ricco di vie di comunicazione, che indubbiamente favoriscono l’approvvigionamento
e il commercio.
Nonostante la sua storia secolare e la presenza di alcune opere d’arte,
come un affresco del Morazzone conservato nella chiesa di Santa Maria Nova
e un palazzo signorile in corso della Vittoria, oltre ad alcuni affreschi
trecenteschi presenti nell’oratorio di San Grato, sarebbe inutile
insistere troppo sull’aspetto artistico di Caronno Pertusella.
Altrove infatti bisogna cercare le caratteristiche essenziali di questo
paese e cioè, come già accennato, nel precoce sviluppo industriale rispetto
al resto della provincia, che ha permesso al comune di diventare un centro
con oltre diecimila abitanti, con una sessantina di aziende metalmeccaniche
e con altrettante aziende operanti nel settore tessile.