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Il paese è situato nella pianura che si estende attorno all’attuale strada che porta da Milano a Varese, a quattro chilometri da Saronno e a ventitré da Milano.
II suo nome ha avuto diversi mutamenti nel corso dei secoli: in un documento
dell’arcivescovo di Milano del 1 marzo 835 viene citato come Oleoductus,
mentre pochi mesi dopo, il 5 maggio dello stesso anno, l’imperatore
Lotario, il paese viene chiamato Oleoductum.
In due pergamene del 1179 e del 1181 appare il nome Udrigium, mentre negli
Statuti del 1228 si trova la parola Udrigium: probabilmente già in
questa epoca gli abitanti di Origgio chiamavano il loro paese con il termine
dialettale di Uricc.
Alcuni ritrovamenti archeologici attestano una presenza romana: furono ritrovate
alcune anfore databili tra il III e il V secolo d.C. e una necropoli composta
da un piccolo numero di tombe unitamente ad altri oggetti.
Nel XV secolo i Borromeo divennero signori di Origgio e lo rimarranno, con
diverse modalità giuridiche, fino alla fine del XIX secolo.
Origgio dipendeva dalla pieve di Nerviano e sul suo territorio il Monastero
di Sant’Ambrogio di Milano, fondato dall’arcivescovo di Milano
Pietro nei primi mesi del 784, possedeva numerose terre, anche se rimane
oscura l’origine di tali possedimenti.
Alcuni secoli più tardi, il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani della
prima metà del XIII secolo, da come esistenti ad Origgio tre chiese,
rispettivamente dedicate a San Siro, a Sant’Eustorgio e a Santa Maria.
L’elenco dimentica però una chiesa, quella di San Giorgio,
che poi diventerà la parrocchiale.
Un altro edificio religioso importante è il Santuario della Madonna
del Bosco.
Forse di origine medioevale, che dista un chilometro dal centro abitato;
restaurato nel 1935 anche grazie al contributo volontario di manodopera
del posto, il santuario ha contribuito grandemente a sviluppare e mantenere
un’intensa devozione mariana fra la popolazione locale.
Il comune sarè sempre caratterizzato da una economia esclusivamente
agricola e anzi l’industrializzazione arriverà tardi rispetto
ai comuni limitrofi.
La vera svolta in questo senso avverrà nel 1965, con l’insediamento
di una grande industria farmaceutica svizzera, che oggi occupa circa tremila
dipendenti in Italia, di cui un migliaio a Origgio.
All’insediamento di quest’ultima ne seguiranno altri di imprese
industriali grandi e medio–piccole, che attireranno a Origgio e nei
comuni limitrofi molti lavoratori anche da altre parti d’Italia, favorendo
così lo sviluppo del comune e anche il suo incremento demografico.